molta istanza, e devozione pregava la Divina Clemenza a degnarsi di conſervarlo -
in vita, fino a che fosse cessato il pestifero malore; del che fu appieno -
esaudito . Fece poi dare a tutto il Monastero grandissimi odori per
tor via ogni infezione d'aria, che vi fosse restata. Viveva tutto mesto nel
vedersi privo di tanti suoi cari, e osservanti Discepoli , allevati da lui nella -
vita Eremitica, che sarebbero stati una forte base fondamentale del
primiero instituto Camaldolese. Cessata la peste, frettolosi s' incamminarono -
molti Nobili Fiorentini a domandare con grand'istanza a Filippo l'Abito, -
e si degnasse di ascriverli nel numero de' suoi Monaci, per quivi finire
Santamente i lor giorni . Perilche fu astretto a comprare da Giovanni, e
Bartolomeo di Aldobrandino Alfani Nobili Fiorentini, gli orti, e i palazzi, -
che avevano in via detta degli Alfani, e anticamente del Leone, contigui -
al Monastero, per prezzo di Fiorini 650. d’ oro, ad effetto di fabbricarvi -
nuovi Claustri, e stanze; come costa dal Contratto rogato da Ser
Salvi di Dino, Notaro, e cittadino Fiorentino, sotto il di 18. Ottobre
1348. Per sodisfare totalmente i detti Alfani ebbe a vendere a Niccolò di
Ugo Albizi il podere della Canonica di Fiesole, situato nel luogo detto a'
Monti; come si ricava dal Contratto rogato da Ser Nello di Ghetto di
Sinibaldo da Montecriccoli sotto l’ anno, e di predetto , che sono in detto -
Archivio: cartella num. 76.
Sopra il suolo degli Alfani coll' ajuto di Luchino Visconti Milanese.
congiunto degli Strozzi, di un Gio. Medici, e di un Conte di Carmignola -
fu ampliato il Monastero; come attesta il Megliore, a carte 327. ne
luogo citato
Fu in ogni età questo venerabile Monastero seconda Madre di eccelsi
Uomini si nella Santità, come nelle Lettere. Sotto la buona direzione di
Filippo fiorirono due Beati, uno chiamato Don Jacopo Geri Nobil Fiorentino -
del Popolo di S. Simone, che si vesti il di 25. Otzobre 1340., e l
altro fra Silvestro Cardinali di Valdisieve, che inoggi sono Nobili Fiorentini. -
Il primo menò una vita sincera, esemplare, e molto Religiosa
Reſe di ſe medesimo in ciascuna virtù, odore soavissimo: assiduo all' orazione, -
al Coro, al silenzio, e alle altre opere Religiose. Fu cosi umile
ancor nelle infermità , che a ogni Uomo, benchè di vile oficio, totalmente -
si soggettava, non facendo cosa alcuna di propria volontà. Finalmente -
nell’ età di 33. anni carico di meriti se ne volò al Cielo, accompagnato -
da moltitudine d'Angioli , che cantavano lodi a Dio; come l’udirono -
la Beata Paola, e il Beato Fra Silvestro sopra la detta Chiesa degli
Angioli, al dire di Don Zanobi Fantini, Nobil Fiorentino, Eremita di
detto Monastero, che scrisse la sua vita ; e dell’Abbate Don Silvano Razzi -
nel suo Libro De’ Santi, e Beati dell' Ordine a carte 89.; e di Don
Tomaso Mini Nobil Fiorentino, e Monaco di detto luogo, nella sua Cronica -
manoscritta. Segui questo felice, e glorioso transito l' anno di nostra -
salute 1344. il di 5. d' Agosto; come si vede dal libro de’ registri segnato -
M. di detto Monastero a carte 16.
Il secondo poi traſse i suoi natali da Valdisieve dalla famiglia de
Cardinali, che a’ nostri tempi in Firenze sono impiegati in esercizi nobi-