Full text: Angeloni, Francesco: L' HISTORIA AVGVSTA DA GIVLIO CESARE A COSTANTINO IL MAGNO. Illustrata con la verità dell'Antiche Medaglie DA FRANCESCO ANGELONI

10.

11.
IL TEBRO FESTANTE
PER L'HISTORIA AVGVSTA
DEL SIG. FRANCESCO ANGELONI.


DEL SIG. DOMENICO BERTI .

GI à cadeuan nel Mar l'ombre, e le Stelle,
E sorgea l'Alba innamorata in Cielo,
Con diadema di lampi, e di fiammelle,
Bianca il piè, bianca il sen, bianca il bel velo,
E tergendo gl'Augei l'inculte piume,
Stauan lieti aspettando il Rè del lume.

Al'hor, che'l TEBRO , incoronati i crini
Di mille palme, al corso il piè sospese;
Fra gli argini spumanti, e cristallini
Sbarossi il fiume, e l'onda in alto ascese:
Sorse il TEBRO FESTANTE , e gl'occhi affisse
Ne la Reggia del Mondo, e così disse.

O Reina immortal, quanto i tuoi Numi
Furono vari, ed incostanti i Fati?
Tù gl'Alberghi primieri in mezo a i dumi
Alzasti, e fur le siepi i tuoi steccati;
Nè fosti, che trà giunchi, e trà vil canne,
Vn ridotto di Gregge, e di Capanne.

Indi con forte, e generosa mano
Drizzi à i Numi del Ciel Templi, ed Altari;
Beliicosi recinti ergi dal piano,
E formi d'ampio Vallo alti ripari:
Poi ristretta in Città più t'assicuri,
E d'inuitte Falangi armi i tuoi Muri.

Esci poi di te fuori, e Squadre armate
Mandi à domar de'Popoli l'orgoglio;
I Regi, e le Prouincie incatenate
Trionfante conduci in Campidoglio:
E sì di senno, e di valor ti gonfi,
Che le Glorie d'altrui son tuoi Trionfi.

Spogliar di vecchie Selue Alpi sassose,
Coprir di quercie alate il Mar crudele,
E per tutto ingombrar le Spiagge ondose,
D'Ancore,e Sarte, il Ciel d'Antenne,e Vele;
E condur quà sopra volante Prora
Col tronco crin la trionfata Aurora.

Piantar su'l Nilo altier Palme Latine,
Drizzar su'l biondo Tago Archi pomposi,
Con gl'Eserciti tuoi le Balze Alpine
Valicar spesso, e i Pirenei neuosi;
Ottener spoglie, prede, alte Vittorie,
Son dì te primi vanti, e prime glorie.

Su'l Carro poi de'tuoi Trionfi assisa
Passeggi, al par del Sole, il mondo intero,
Ed vnisci la Terra in se diuisa,
E fai di mille Imperi vn sol Impero,
Spiegano per lo Ciel voli felici
L'Aquile trionfali, e vincitrici.

Volan di Libia à l'infiammate arene,
E doue l'Arimaspia ha gelid'Alpe:
Ed al Regno di te l'alta Pirene
E Meta angusta, e la sassosa Calpe:
Anzi doue il Sol more, e doue appare,
Hai per confine il Ciel, per meta il Mare.

Ma che ? con mio gran duolo i tuoi Guerrieri,
Satij di dominar l'Onda, e la Terra,
Di trionfar d'Eserciti stranieri,
Di far'al Mondo vniuersal più guerra,
Ti mouon l'armi, e con nimici insulti
Suscitan contro te risse, e tumulti.

Così qual vasta Mole à terra cade
Dal troppo peso suo grauata, e spinta,
Cadi trafitta al suol da le tue spade,
Eda'tuoi Figli incatenata, e vinta;
Nè hauendo à opprimer più, tù resti oppressa,
Nè doue vincer più, vinci te stessa.

Quinci i tuoi grandi, e gloriosi Augusti
Mossi à pietà ti solleuaro in parte,
E rinouaro i secoli vetusti,
Con l'opre hor di Mercurio, hora di Marte,
E souente nel Foro, e ne l'Agone
T'arricchiro di Palme, e di Corone.

La


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