Full text: Angeloni, Francesco: L' HISTORIA AVGVSTA DA GIVLIO CESARE A COSTANTINO IL MAGNO. Illustrata con la verità dell'Antiche Medaglie DA FRANCESCO ANGELONI

81.

82.
TIBERIO CLAVDIO


    NON affettò ad alcun modo Claudio l'Imperio: ma l'hebbe, quando nascondendosi da gli vcciditori di Caio, più temeua la morte, che sperasse di riceuere simil ventura. Nacque di Antonia figliuola di Marcantonio Triumuiro, e di Nerone Claudio Druso, e fù fratello del buon Germanico. Attese alle scienze, e riuscì in esse più che mediocremente buono: ma fù stimato stolido da ciascuno, e da far poca riuscita. Potè solamente ottenere da Tiberio gli ornamenti Consolari, mentre lo richiese del Consolato: onde auuilitosene, menò per alcun tempo vita ritirata. Imperando Caligola, fù in sua compagnia creato Consolo per due soli mesi, e nella prima vscita, in habito Consolare, hebbe l'augurio d'vn Aquila, che dal destro lato gli andò volando: ma gli sortì dapoi il Consolato intero. Di cinquant'anni, molto a caso, hebbe l'Imperio; perche ributtato da coloro, che vccisero Caligola, e nascostosi dietro vna porta, vi fù scoperto da vn certo Soldato, e riconosciuto; per lo che stimando all'hora Claudio di trouarsi a mal partito, a'piedi di quello si gittò: mà esso fattogli riuerenza, lo chiamò Imperadore, e con altri Soldati assettatolo entro vna Lettica, lo condusse all'esercito; dal quale hebbe il giuramento: come pur l'ottenne poco appresso dal Popolo, e dal Senato. Fatto certo dell'Imperio, & auuedutosi con suo contento, che più ch'egli ad vna cotal felicità si staua lontano, quella bene all'infretta gli s'era fatta incontro; dati suoi ordini, voltòssi il più presto, che fù possibile, all'opere della pietà. Osseruò pertanto fuor di misura il nome di Augusto, e volle, che Liuia sua Auola fosse venerata fra'Diui, e che in honore di lei comparisse, nella pompa de'giuochi Circensi, vn Carro tirato da Elefanti. Al Padre suo Druso, & alla Madre Antonia instituì publiche essequie, e che nel dì Natale del Padre fossero celebrati ogni anno i giuochi Circensi. Ordinolli già Romolo ad honore di Nettuno, ouero del Dio Conso, come alcuni affermano, e furono chiamati Circensi; perche correuano in cerchio, tirando alcune Carrette intorno le mete dirizzate per tal'effetto. Statuì, che in honore della Madre andasse vna carretta intorno la piazza del Circo Massimo, e la cognominò Augusta. Di tale Antonia sono rarissime le memorie, nè perciò è marauiglia, se tal fiata trà l'essgie di lei, e quella di vn'altra Antonia Augusta, che fù figliuola del medesimo Claudio, fieno stati presi degli errori: onde per chiarezza di ciò,e non perche si habbia proponimento di discorrere sopra le medaglie Greche, si pone quella, che fù stampata da alcuna Città della Grecia diuota ad essi Principi, che cõtiene dall'vn lato la testa laureata di Claudio cõ lettere:
   1. ΤΙ. ΚΛΑΥΔΙΟΣ. ΚΑΙΣΑΡ. ΓΕΡΜ. ΣΕΒΑΣΤΟΣ. cioè: Ti. Claudius Caesar Germ. Aug. e dall'altro l'effigie d'Antonia con picciolo segnale di Diadema sopra il capo velato, e questa si guarda col suo marito Druso, che le stà di rincontro, con lettere di sopra:
   2. ΔΡΟΥ. ΚΛΑΥ. ΓΕΡ. cioè: Drusus Claudius Germanicus; e di sotto ANTONIA; e mancandoui alcune lettere, hà del verisimile, che potessero dire Augusta.
   Fù Claudio dedito al vino, & al coito, e al sottoporsi a'suoi Liberti, & alle Concubine: temette di essere ammazzato, e faceua cercare coloro, che and auano a lui, accioche non portassero armi coperte; la qual cosa, come che sia in ciascuno miserissima, più nondimeno appariua calamitosa in colui, che posto in tanta altezza di stato, viueua con sollecito timore di douer prouare, qual fosse la Fortuna spauenteuole inimica di ciascun felice; mà per tutto ciò si dispose all'Impresa d'Inghilterra per solo desiderio di trionfare, come seguì, & operò molte cose degne di lode, e ne fù comunemente amato: ma inchinò anche tanto all'esser crudele, e sitibondo del sangue, che fece tormentare più volte, e scannare varie persone dinanzi a lui. Si tenne, che in fine, per via di veleno, terminasse sessantaquattro anni di vita, con quattordici d'Imperio. La sua effigie stà in medaglia, nel cui dintorno si legge:
   3. TI. CLAVDIVS CAESAR AVG. P. M. TR. P. JMP. P. P. Cioè: Tiberius Claudius Caesar Augustus, Pontifex Maximus, Tribunicia Potestate, Imperator, Pater Patriae; hà nel rouescio il simulacro
   4. della Speranza in piedi, coperto di vn sottilissimo velo, che di ragione dee esser verde, e sostenendone vna falda con la sinistra mano, porge con la destra il fiore del Giglio, ò come alcuni vogliono, vn herba di tre sole foglie, con lettere: SPES AVGVSTA S. C. Si dipinge la 

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