Full text: Angeloni, Francesco: L' HISTORIA AVGVSTA DA GIVLIO CESARE A COSTANTINO IL MAGNO. Illustrata con la verità dell'Antiche Medaglie DA FRANCESCO ANGELONI

34.

& altri congiurati di vccider cotal huomo, come seguì, correndo egli l'età di cinquantasei anni; peròche entro il Senato istesso, & appresso la statua di Pompeo, colpendolo con più ferite, spruzzarono quella del suo sangue, e lui estinsero. E benche prima del morir suo fossero stampate di molte medaglie, con l'effigie di esso, e con l'imprese fatte, e ve ne sieno
   5. d'argento, e d'oro, e ch'io n'habbia delle tali; si vede nondimeno quella di metallo (douendosi di queste, più, che dell'altre trattare nella presente opera) con la testa di Cesare cinta di corona d'alloro; perche essendo egli caluo sopra la fronte, per coprir simil difetto, la vsaua del continuo, e gl'Imperadori dopo lui, con tal esempio, la portarono dell'istesse frondi: ò perche erano credute assai gioueuoli alla sanità onde il Popolo Romano ne daua a Calende di Gennaio a'nuoui Magistrati; quasi gli hauessero da serbare sani tutto l'anno: ò perche col sempre verde eran simbolo di perpetuità di vita:ò perche si tenne tale arbore non mai tocco da saetta; e l'vsauano, cingendosene le tempie, e facendone de'suffumigi, co'quali teneuano di restare purgati dalle vccisioni fatte delli nimici: oltre che il lauro era notabile segno di allegrezza, e di vittoria appresso gli stessi Romani: hà tal medaglia nel dintorno
   6. DIVOS IVLIVS, e nel rouescio la testa di vn giouinetto con lettere: CAESAR DIVI F. Questa si hà per l'effigie di Cesarione, che Cesare conseguì di Cleopatra: ma per lo più si afferma essere di Ottauio figliuolo d'vna sorella di lui, che si adottò; e che tal medaglia, dopo morto Cesare, fosse da Ottauio medesimo, per gratitudine, fatta stampare.
Figure
Type: drawing

   
   1. LA prima Medaglia con due volti coronati di spiche di grano, non conuiene à Pompeo Magno, allbora che eletto Capitano dell'armata, in quella graue carestia, prouidde Roma di grani dalla Sicilia, dalla Sardegna, e dall'Africa, come scriuono Plutarco, e Dione. Nè meno fù decretata dal Senato in Roma in vita di esso Pompeo Magno; mà dopo la sua morte, fù stampata da Sesto suo figliuolo nella Sicilia, quando egli teneua con l'armata l'imperio di quell'Isola. Ciò approua il titolo, e cognome di Pio, PIVS che si legge nel rouescio sopra la prora, ò rostro
   2. di Naue, il qual titolo non fù dato al Padre, mà fù propris di Sesto, e di Gneo suoi figliuoli, narrando Appiano Alessandrino, che combattuti da Giulio Cesare nella Spagna, presero per loro tessera la Dea Pietà, bauendo Cesare quella di Venere vincitrice
: Suos, parla di Cesare , in aciem duxit antè Cordubam, tunc quoque data Venere pro tessera: Pompeianis verò tessera fuit Pietas. Ne è contrasegno ancora la medaglia d'argento stampata da Sesto in Sicilia con Anfinomo, & Anapo fratelli Catanesi, che portando il padre, e la madre, li saluarono dalle fiamme del monte Etna, perciò cognominati Pij. Vogliono però, che Sesto per due ragioni sivalesse di questo specioso titolo della Pietà: l'vna per l'vfficio pietoso verso la memoria del padre, bauendo preso l'armi per vendicar la sua morte, l'altra per la pietà grande vsata da esso 
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