Full text: Angeloni, Francesco: L' HISTORIA AVGVSTA DA GIVLIO CESARE A COSTANTINO IL MAGNO. Illustrata con la verità dell'Antiche Medaglie DA FRANCESCO ANGELONI

32.

per moglie, ancorche fosse promessa a Scipione, procurò con la moltitudine de'Soldati di mantenersi lo stato per forza; auuedutosi, che l'amicitia, ela parentela di Cesare, appresfo il Senato gli era nociua; acconsentì, & operò etiandio, che Cicerone, allhora sbandito di Roma, vi fosse richiamato; e racquistata, col mezo di lui, la beniuolenza de gli Ottimati, e del Senato istesso; fù indi a poco eletto Capitano sopra il prouedere le vettouaglie; delle quali, per la vrgente necessità di Roma, e delle Città conuicine, si teneua gran bisogno: nel che fare, col rischio di se stesso, e con le diligenze vsate, operò, che l'abbondanza de'grani, e delle biade fosse in ogni luogo copiosa; laonde a cotal fine, e per memoria di somigliante
   1. beneficio, che fù vniuersale, decretò il Senato la medaglia, che dall'vn'de'lati contiene due volti, l'vno di rouescio all'altro, & ad vna sola resta congiunti, e coronati di spiche di grano; che quantunque si paia esser nell'vno la effigie di Pompeo, e nell'altra quella del figliuolo Sesto, ouero di Gneo, che fù il maggiore; può nondimeno ciò dar a vedere la prudenza vsata da lui, non solamente nel comprendere il bisogno, ma nel saperlo prouedere in modo, che senza danno altrui, la Republica se ne solleuasse: rappresentando la Corona di spiche l'istesso segnale dell'abbondanza, ch'egli introdusse, e vi sono le lettere MGN che s'intendono
   2. per Magnus . Hà nel rouescio vna sola prua di Naue, con tali parole PIVS IMP la qual prua di Naue altro non pare, che dia a vedere, se non che Pompeo per cagion di far le sudette prouisioni si espose ad euidente fortuna di Mare; peròche mentre erano i venti contrari, e li Nocchieri temeuano di mettersi in alto, egli fù il primo, che entrato in Naue, e fatto sarpar l'ancore, gridò: Più a me conuiene il pensare in questo punto al nauigare, che al viuere: col qual animo, & estremo ardir suo, riempì il mare di Naui, e l'Italia di grani, e felicemente terminò così fatto Magistrato.
   Ma CESARE riuolto al procacciarsi grandezza corrispondente all'animo di lui, nel condurre con felicità le guerre della Gallia, occupaua, al medesimo fine gli animi, donando al Publico, a'Consoli, a'Senatori, & a gli amici, & anche alle mogli loro delle ricchezze acquistate de'Barbari. Morì in quel tanto a Pompeo la moglie Giulia, e poco appresso la fanciulla, che n'hebbe, & egli creato Consolo, celebrò nuouo matrimonio con Cornelia figliuola di Metello Scipione allhora vedoua di Publio nato di Crasso, giouane bella, e per altre parti lodeuole; di che gli seguì biasimo per la giouanezza di essa, e pe'l tempo importuno a lui di far nozze; mentre fra molte calamità correnti, si trouaua in carico publico. Eragli nondimeno portata tale beniuolenza da'popoli, che caduto grauemente infermo in Napoli, e guaritone, furono colà, e per tutta Italia, fatti sagrifici, per la salute di lui; e vedutolo sanato affatto, varie feste per molti giorni se ne fecero: anzi, che tornando egli a Roma, le vie, i porti, e le Città erano piene di Vittime, e di coloro, che sagrificauano; e le persone ornate di ghirlande, e di fiaccole, col gittargli fiori addosso, il raccoglieuano, & accompagnauanlo. Fù ciò hauuto in luogo di splendido spettacolo, e se ne cagionò in esso, oltre l'allegrezza, non piccola superbia; in tantoche disprezzaua affatto Cesare, quasi fosse a lui cosa leggieri il toglierlo dall'acquistata grandezza, e lo si irritò fin col tentare di sneruarlo delle forze de gli eserciti, e del credito: non s'auuedendo, che col ciò fare lo rendeua più cauto, e più forte; di modo, che quando esso hebbe a raunar gente, per difendere la Republica contra Cesare, non ne trouò la via, e gli conuenne di abbandonar Roma, nè gli bastarono le prouisioni fatte a Brundusio, nè l'applauso, che trasse dalla prima vittoria conseguita contra Cesare, che giunto in fine nelle campagne di Farsaglia, e venutoui a nuouo fatto d'armi, ne restò sconfitto, non hauendo forse pensato, che essendogli più volte stata prospera la Fortuna, poteua temere di douerla anche prouare auuersa. Sì che abbattuto d'animo, e postosi in dosso vna veste corrispondente all'infelice suo stato, dopo l'essere auuezzo per trentaquattro anni a vincere, & a soggiogare ogni cosa, comprese allhora qual sorte fosse di chi perdeua, e di chi fuggiua. Giunto nell'Egitto, doue appresso Tolomeo sperò trouar sicuro scampo a'suoi mali, fù da quello, nel corso di cinquantotto anni della sua età, fatto vccidere a tradimento in vna piccola barca: hauendo lasciati dolenti li figliuoli Gneo, e Sesto, e la moglie Cornelia. Cotal fine hebbe Pompeo il Magno; le attioni del quale, e le virtù, sono contenute da gli stessi termini, che hà il corso del Sole.
   Vsò Cesare in Alessandria gran liberalità verso i Pompeiani, e vi dimorò, con fine di comporre le differenze, che verteuano frà Tolomeo, e la Sorella; peròche condottasi Cleopatra 

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