Volltext: Angeloni, Francesco: L' HISTORIA AVGVSTA DA GIVLIO CESARE A COSTANTINO IL MAGNO. Illustrata con la verità dell'Antiche Medaglie DA FRANCESCO ANGELONI

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delle mura; perche attendessero alle cure della Casa, & alla procreatione de'figliuoli.
   Hauendo pertanto preteso Commodo, che Roma si chiamasse Commodiana, come pur lo determinò il Senato, che anch'esso s'intitolò Commodiano, gli fù da questo aumentata l'adulatione, col dar segno de'beni, che deriuar ne doueuano, e specialmente quello di vna buona, e traquilla pace; dalla quale tutte le felicità si conseguiscono, e decretò per tal fine
   36. la medaglia con testa laureata, e titoli come di sopra, e con Pallade vestita di longa stola, col capo coperto d'elmo, la quale benche in atto di velocemente caminare, imbraccia con la sinistra mano vn rotondo scudo, e stringendo il pilo ò l'hasta; si volge nondimeno in dietro col capo, e con la destra, mostrando vn ramoscello d'oliuo, col titolo: MINERVAE PACIFERAE TR. P. XVI. COS. S. C.
   Vedesi diuersa medaglia con solita testa, e lettere, e con figura in piedi, quasi ignuda:
   37. tiene con la sinistra il Cornucopia, e con la destra la Patera sopra l'Ara; si vede appeso sopra di vn vicino arbore il Vello, con tutto il Teschio Leonino, e vi si legge: HERC. COMMODIANO P. M. TR. P.XVI. COS.VI. S. C.
   Mutato Commodo il nome a'mesi, chiamò specialmente quello di Decembre, Amazonio, in riguardo di Martia sua Concubina, per gusto della quale vestì tal volta habito di Amazone, tenendo anche quella dipinta in cotal guisa appresso di sè', come lo dimostra il medaglione,
   38. in cui stando l'Imperadore con testa laureata di gran rilieuo, gli si vede accanto la detta Martia in profilo, col capo armato di celata, e di lorica in dosso, & inscrittione: AELIVS AVRELIVS
   39. COMMODVS AVG. PIVS FELIX; hà nel rouescio Ercole, che dal sinistro lato, da cui pende il Vello Leonino, si appoggia col braccio sù la Claua, & hà dinanzi l'Ara, sopra la quale vn Sacerdote, con la Patera, fà suoi sacrificij, leggendouisi: P. M. TR. P. XVII. IMP. VIII. CONSVL VII. P. P. La qual cosa dimostra, che non solamente il nome, ma accettò ancora la Statua in forma di Ercole, e li sagrificij, come ad vn Dio.
   
   40. Furono ancora sciolti i voti per la salute del Popolo Romano, come lo rappresenta la medaglia, che contenendo la testa laureata, con lettere: L. AEL. AVREL. COMM. AVG. P. FEL. v'è il Sacerdote in atto di sacrificare, sopra il Tripode, nel quale stà acceso il fuoco, e'l Vittimario con la scure alzata, replica il colpo al capo della vittima già già brancoloni cadente, e che dall'vn de'ministri è tenuta; non molto distante da'quali, altri vi è, che dà il fiato a due flauti ad vn tratto, e vi si legge: VOTA SOL. PRO SAL. P. R. cioè: Vota soluta pro salute Populi Romani. COS.VII. P. P. S. C. Il sacrificante può essere l'Imperadore medesimo, che in habito di Vittimario soleua imolar le vittime; l'Occone ripone questa medaglia nelia sua Tribunicia Potestà XVIII.
   Volle facilmente dimostrare il Senato vn'altra aperta adulatione in prò di Commodo,
   41. stampando la medaglia, con testa, e lettere sudette; hà nel rouescio l'Imperadore ignudo, con la pelle Leonina in capo, che sostenendo con la sinistra la Claua sopra di vna rileuata pietra: tiene il destro piede entro vna barca: distende la destra mano ad vna Donna, con la Proboscide d'Elefante in capo, la quale gli porge alcune spiche di grano con vna mano: con l'altra solleua il Sistro instromento da sonare; per lo cui mezo, si fà tale Donna riconoscere per la Dea Iside, e vi si legge: PROVIDENTIAE AVG. S. C. Fù in tempo di Commodo non pure afflitta Roma, e l'Italia da pestilenza, ma da notabil carestia: e quantunque l'Imperadore giacesse inuolto ne'piaceri, a'quelli di sodisfare intento; non si restò nondimeno di far prouedere a cotali bisogni, secondo si legge, che esseguì il traditore Cleandro, che adunato gran quantità di formento, per cattiuarsi l'aura del Publico, gli cagionò dopoi la morte. Volle il Senato fare apparire col mezo della medaglia sudetta, che l'Imperadore fece condurre il Grano dall'Egitto, e dall'Africa, come dalla proboscide dell'Elefante della Donna, al cui piede apparisce vn Leone, ouero Corno di abbondanza. La Nauicella, che l'Imperadore tiene sotto il piede, allude all'Armata Africana instituita da Commodo per portare il grano dall'Africa in mancanza di quelio dell'Egitto, la quale ancora denominò Erculea Commodiana.
   Troncò Commodo il capo al Colosso del Sole, già fatto per sè da Nerone, e che fù dopo la sua morte riposto nell'Anfiteatro; & vno ve ne pose à lui simigliante, nè si curò di far'incidere nella Base inscrittioni, che dimostrassero li titoli Imperatorij, e Paterni: mà volle, che in quella vece, vi apparisse lo hauere riportata la vittoria di mille Gladiatori. La sollecitudine, che vsò nel farsi chiamare Ercole figliuolo di Gioue; non più lo stimolaua, che anzi inuaghito 

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