Full text: Angeloni, Francesco: L' HISTORIA AVGVSTA DA GIVLIO CESARE A COSTANTINO IL MAGNO. Illustrata con la verità dell'Antiche Medaglie DA FRANCESCO ANGELONI

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in tempo di alcuna infermità graue di Antonino; percioche teneuano gli Antichi; che simil Dea hauesse facoltà di saluare chiunque le si raccomandaua: oltre che il Serpente, che le precede, è segnale di salute: e tal Dea hebbe il Tempio in Roma nel Foro Olitorio.
   Appresso a tutto ciò aggiunse il Senato vn'altro honore ad Antonino, entro la medaglia;
   21. in cui stanno scolpiti due scudi di forma ouata; che oltre a certo guernimento, che mostrano di hauer congiunto nel di fuori, sono ornati nella superficie loro,e vi si legge: IMPERATOR 11. ANCILIA. Scriue Plutarco, che nell'anno ottauo di Numa Pompilio, vn'influsso pestilentiale occupò l'Italia, e Roma; perloche standosi il Popolo di mala voglia, si tenne, che vno scudo di bronzo cadesse dal Cielo nelle mani di Numa, e si publicò, che simil portento recaua la salute della Città, e ch'era mestieri di ben custodirlo: affermandosi, che là doue quello scudo fosse serbato, iui la sedia dell'Imperio del mondo dimorerebbe: laonde da così fatta speranza stimolato il Popolo, mosso dal dubbio, che non fosse cotale scudo rubato, altri vndici ne fece fabricare del tutto a quello simiglianti, perche il vero non si riconoscesse; e postigli in confuso entro il Tempio di Marte, vi deputò ventiquattro Sacerdoti chiamati Salij, per ben custodirli. Questi furono così detti, perche andauano per la Città a suon di piue ballando, e saltando, e solennemente cantando alcuni hinni. Le vesti, e paramenti loro erano di colore cangiante, con vn pettorale di bronzo al petto, e portauano in mano i suddetti scudi, percotendoli spesso con alcuni coltellini. Giudico pertanto,che con lo stampar, che fece il Senato, ad honore di Antonino, la forma di così fatto scudo, volesse intendere, che egli medesimo, per la salute della Republica era mandato dal Cielo; e che conueniua il procurare, ad ogni possibil modo, la conseruatione di lui, & il venerarlo di continuo, come cosa appunto venutagli dal Cielo.
   Fù particolar pensiero di Antonino il serbare, per quanto potè, la pace a sè, & all'Imperio; & vsò gran studio, che così seguisse: ma quando in alcun luogo si moueua la guerra, egli era presto, col mezo de'Legati, a reprimerne i principij, nè abbandonaua intanto la cura della Republica; la quale con l'assistenza di lui godeua la sicurezza della pace, senza prouare la noia, e li disagi della guerra. Ciò tengo, che intendesse di rappresentare il Senato decretando la medaglia, con testa, e titoli descritti, e col rouescio di vna Donna in piedi,
   22. che stringendo lo scettro con la destra mano, appoggia il sinistro braccio sù vna Colonna, con tale elogio: SECVRITAS PVBLICA. S. C. intendendosi in ciò la fermezza in ogni stato, senza pericolo di alteratione, che però le si fà il sostegno della Colonna: e se nello scettro dimostra l'Imperio, o maggioranza, dalla quale si scorre il pericolo di cadere, egli dà anche a vedere la virtù, con cui si può conseruare, e stabiliruisi con honore.
   Vedesi rappresentata in altra medaglia la prudenza di Antonino, con Donna in piedi;
   23. la quale, benche coperta da lungo manto, mostra nondimeno la destra spalla, e coscia, e gamba, & ambedue le braccie ignude, & hà due volti; peròche l'vno dinanzi, in profilo, è di fresca giouanetta, e l'altro di dietro mostra esser di canuto vecchio. Appoggia la sinistra mano ad vn bastone, intorno al quale si auuiticchia vn serpe, e vi è notato: TR. POT. XX1111. COS. 1111. Tal simulacro della Prudenza co'due volti, dà a vedere esser necessario, in qualunque attione, il pensare non meno alle cose già fatte, che a quelle da farsi; perciòche il consiglio delle cose a venire dee nascere dalle passate, e quindi possono ordinarsi le presenti, preuedendo le future. Il serpe, mentre è combattuto, si fà incontro con tutto il corpo alle percosse, e solamente il capo, con molti giri di sè stesso, procura difendere: dimostrandoci, che essendo il capo la perfettione humana, tutte le altre cose deono esporsi, fuor di quello, alla fortuna; stimandosi ciò atto di vera Prudenza.
   
   24. L'altro rouescio di Antonino, che contiene la figura in piedi di Apollo giouinetto, con chioma copiosa, & habito lungo, che tenendo, con la destra, la Patera, sostiene, con l'altra la lira, con lettere: APOLLINI AVGVSTO S. C. mi dà a credere, che sì come la giouentù è perpetua in Apollo; poiche quel calore, che di lui esce, e dà vigore alle cose create, è sempre il medesimo, nè inuecchia mai tanto, che diuenga debile; così teneua il Senato, che il senno di Antonino fosse tale, che l'aumento, e non la diminutione delle virtù douesse produrre. La chioma in Apollo dimostra lo splendore de'suoi raggi; e questo s'intende in Antonino per la chiarezza della sua gloria: l'habito lungo di quello dà a vedere la sua Deità e l'habito della Prudenza in Antonino, lo faceua, a guisa di Deità, da ciascuno ammirare. Tengono però 

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