Full text: Angeloni, Francesco: L' HISTORIA AVGVSTA DA GIVLIO CESARE A COSTANTINO IL MAGNO. Illustrata con la verità dell'Antiche Medaglie DA FRANCESCO ANGELONI

169.

prima Guerra, la seconda durò due anni, e l'vna, e l'altra cinque, come ne'suei Cesari, Giuliano. In tanto tempo Traiano fece il totale acquisto della Dacia.
   
   99. Del figliuolo di Decebalo condotto à Roma per ostaggio da Traiano, restato il Padre come amico nel Regno di Dacia, non vi è Authore. Essendosi parlato poco auanti della morte di esso, apparisce l'equiuoco da Decebalo ad Abgaro Rè degli osrobeni, il cui figliuolo Arbande gli conciliò la gratia, e l'amicitia di Traiano, che lo conseruò nel Regno, come si legge appresso Dione.

170.
ADRIANO.


    CIASCVNO Autore concorre, che Adriano fosse Cugino di Traiano, e che per opera della moglie di lui Plotina, egli l'adottasse nell'Imperio. Mà ciò si rende più chiaro dalla medaglia di Adriano istesso, con testa, in età giouanile coronata di lauro, e lettere: IMP. CAES. DIVI TRAIAN. AVG. F. TRAIAN. HADRIAN. OPT. AVG.
   1. GER. cioè: Imperatori Coesari, Diui Traiani Augusti Filio, Traiano, Hadriano, Optimo, Augusto, Germanico; & hà nel rouescio Traiano in piedi togato, che ad Adriano, parimente togato, porge con la destra vn globo significato per lo gouerno del Mondo, con lettere, che seguitano
   2. le già dette, cioè: DAC. PARTHICO P. M. TR. P. COS. P. P. S. C. la quale medaglia rappresenta, per mio credere, la nominata Addottione, & anche l'hauerlo Traiano posto à parte dell'Imperio, e concedutogli i titoli vsati da gl'Imperadori, e specialmente da lui medesimo.
   Si tiene, che Adriano nascesse insieme con Paolina sua Sorella in Adria Città d'Italia, e fossero il Padre Elio Adriano, e la Madre Domitia Paolina di Natione Spagnuola. Di dieci anni restò senza Padre, & Vlpio Traiano, e Celio Taciano furono suoi Tutori; imparò lingua Latina, e Greca. Di quindici anni si applicò nella Patria à gli Esercitij Militari: si dilettò di Filosofia, di dipingere, di scolpire, e d'altre professioni, & in prosa, & in versi lasciò dell'opere. Di anni dicianoue, richiamatolo à Roma Traiano, lo tenne con sè come figliuolo, e deputollo fra'Decemuiri à terminare le cose del Popolo. Fatto Tribuno della seconda I. egione, si condusse al gouerno della Misia, e con ottima fortuna lo terminò. Per obedire Plotina; prese per moglie Sabina nepote di Traiano, e la memoria di ciò può tenersi, che per acquistare la beneuolenza di amendue, rappresentasse il Senato, assunto Adriano all'Imperio,
   3. nella medaglia con testa laureata, e lettere: IMP. CAES. TRAIAN. HADRIANVS AVG. e l'essigie
   4. della moglie nel rouescio, con inscrittione: SABINA AVGVSTA HADRIANI AVG. P. P. cioè, Patris Patrioe.
   Nella prima Impresa contro Decebalo accompagnò Traiano alla Guerra Dacica; e nella seconda gouernò la prima Legione, la quale dalle Dea Minerua era protetta, e tanto vi si segnalò, che hebbe in dono da Traiano il diamante già dato à lui da Nerua: la onde maggiore si fece in esso la speranza di douergli succedere nell'Imperio; massimamente, che non lasciaua d'inuestigare sopra ciò il senso de gli Astrologi. Tornato l'Imperadore in Roma, restò Adriano Pretore nella Dacia; di doue trasferitosi in Vngheria, vi acchettò li tumulti, che v'erano suscitati, e l'anno seguente hebbe il Consolato. Indi à non molto, col fauore di Plotina, e di Sura, fù adottato da Traiano, e constituito successore nell'Imperio, come si raccoglie dalla medaglia di sopra addotta. Hebbe dapoi il secondo Consolato, e giuntogli in Siria l'auuiso dell'adottione, vi fece celebrare, con giuochi, il giorno del suo Natale. Mà non molti mesi passarono, che morto Traiano, si seppe prima in Roma, per opera di Plotina, l'adottione istesta in persona d'Adriano, che la morte dell'Imperadore. Accettato Adriano l'Imperio, fece dal Senato annouerare Traiano fra'Diui; e ricondotte con pompa le ceneri di lui à Roma, e dal Popolo riceuute con segnali di tristezza, le allogarono dentro vna palla d'oro sopra la Colonna già alzata nel suo foro. Nell'anno primo dell'Imperio d'Adriano egli rilasciò molti Regni, e Prouincie acquistate dall'antecessore, per la solleuatione, che tutti fecero; e Parthenaspate, fatto da Traiano Rè de'Parti, non volendolo quelli vbidire, fù da lui impiegato al comando d'altri Popoli. Tornando Adriano in Roma, volle il Senato concedergli il trionfo, che de' 

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