Full text: Angeloni, Francesco: L' HISTORIA AVGVSTA DA GIVLIO CESARE A COSTANTINO IL MAGNO. Illustrata con la verità dell'Antiche Medaglie DA FRANCESCO ANGELONI

159.

   Nel medesimo Consolato sesto di Traiano, appare da vn'altra medaglia, con testa, e lettere già dette, che egli facesse alcuna Via di nuouo, ò la ristaurasse; e che essendo stata di ciò l'opera, e la spesa ben grande, volle perciò il Senato, che la memoria ne giungesse a'posteri.
   31. Si vede dunque nel rouescio di tal medaglia vna Donna, che coricata in terra, posa il sinistro gomito, e tutto il braccio, sopra di alcune scoscese pietre, e sostiene con la mano istessa vna canna, mentre appoggia la destra sù vna ruota di carro, con l'ordinario elogio, e di più: VIA TRAIANA. S. C. volendo per auuentura dinotare, che quantunque la Via fosse per prima disastrosa, e cattiua; a cotale stato nondimeno l'hauea ridotta l'Imperadore, che non i passaggieri a piedi, e gl'huomini a Cauallo solamente; ma anche i Carri vi poteuano ageuolmente passare. Molte Vie fece risarcire Traiano: ma quella, che si stima recasse a lui più gloria, per l'opera in sè grande, difficile, e di molta spesa, fù l'Appia: detta hoggi di S. Sebastiano; e questa fino a Brindisi, essendo dirupata, e guasta, fù da Traiano lastricata; per lo che fare gli conuenne seccar paludi, riempire valli, porre sassi intorno le vie, e fabricare Ponti bellιssimi: onde per l'ageuolezza, e per la bellezza, in cui l'Imperadore la ridusse, e perche quasi tutti i trionfi vi passauano, fù detta la Reina delle Vie.
   Grandi, e notabili furono l'Imprese fatte da Traiano, e molte le speditioni de'Soldati, che per esse auuennero, e per le quali può credersi, che il Senato gli decretasse diuerse memorie, e specialmente in medaglie; doue, come in publici annali, le attioni de'Principi loro faceuano scolpire: e se di queste ci fosse giunto intero il numero, ò che si potessero tutte in alcun modo rappresentare; non hà dubbio, che il frutto sarebbe maggiore; ma trouandosene poche, nè potendosi da vna persona sola hauere quelle, che vi sono, conuiene perciò l'andare tal volta rompendo la tela dell'Historia, & accorrere in molte cose, con delle congetture, là doue pur se ne trouino nelle medaglie, e delle quali niuna mentione fecero gl'Historici. Si và tuttauia in ciò, prendendo la Regola dall'ordine de'tempi: nè il narrare questo, è stato del tutto infruttuoso; perciòche incontrando il douer contrariare le opinioni altrui, si comprenda almeno, che vi s'è hauuto il debito riguardo, e che, nel ciò fare, alcuna ragione si è preso
   32. per guida. Si troua però vna medaglia, che oltre la testa, e lettere poc'anzi notate, hà nel rouescio l'Imperadore sopra di vn palco sedente frà due Senatori, che parla a Soldati; alcuni de'quali stanno a cauallo, e vi si veggono espresse le Insegne Militari, portate da Dragonari, da Labariferi, e da gli Aquiliferi; i quali soleuano ornarsi la testa con teschi di Leoni, e di altri animali fieri, per apparire in tal forma, più terribili a i nimici, e nella parte di sotto si legge: IMPERATOR VIII. S. C. Simile allocutione, si tiene, che facesse Traiano, mentre accelerò l'vna delle speditioni contra i Daci: ma così il titolo d'Imperadore VIII. come il Consolato VI. che sono scolpiti nell'istessa medaglia, pare, che impugnino cotale opinione; perciòche quando Traiano trionfò della Dacia, vuole Adolfo Occone, e da molte medaglie si raccoglie, che fosse nella Tribunicia Potestà quinta, e nel Consolato quarto, è chiamato solamente trè volte Imperadore. Per le quali ragioni pare, che debba concludersi, che tale allocutione facesse Traiano al suo Esercito, all'hora, che essendosi recato ad onta, per sè, e per lo Senato, e Popolo Romano, che il Rè di Armenia dicesse, che non da Romani, ma dal Rè de'Parthi, haueua pigliato la Corona, le Insegne Reali, e la giurisdittione del Regno, determinò di muouere ad amendue la guerra, e che a tale effetto si condusse con grosso Esercito a danneggiare quei Regni.
   Volle forse alcuna delle Città di Grecia, diuota di Traiano, far voti, per impetrare la vittoria, e'l trionfo di lui nell'occorrenza, per la quale si trasferiua all'hora ne'Parthi; e perciòche Bacco il primo fù, che soggiogata l'India, inuentasse il condurre trionfi, a quello Dio facilmente i voti loro, e li sagrificij, per conseguire il pieno di simil gratia, indrizzarono, raccogliendosi
   33. il segnale di ciò entro la medaglia, con testa laureata, e lettere: IMP. CAESAR. . . . . COS. 1111. & hà nel rouescio vn picciolo Carro rotondo di due ruote, tirato da altrettante Tigri, sopra del quale stà Bacco sedente ornato di lunghe vestimenta, che volge il tergo colà, doue si và facendo il viaggio: tiene la sinistra mano su'l capo, che lascia andare cadente all'indietro, ad vso di chì, in simile opportunità, si dispone di riposare: verso la punta del sinistro ginocchio si vede vna fanciulla, che con ambe le mani gli porge vna tazza, ò siasi il Corno, col quale si solea mescere in quei tempi: Nel destro lato, camina al pari delle Tigri, vna Baccante, che suona due tibie ad vn fiato; e precedendo dinanzi a lei 

Waiting...

Note to user

Dear user,

In response to current developments in the web technology used by the Goobi viewer, the software no longer supports your browser.

Please use one of the following browsers to display this page correctly.

Thank you.

powered by Goobi viewer