Full text: Rouillé, Guillaume: PRIMA PARTE DEL PRONTVARIO DE LE MEDAGLIE DE PIV ILLVstri, & fulgenti huomini & donne, dal principio del Mondo insino al presente tempo, con le lor vite in compendio raccolte

17.

gere in publico auanti gl'occhi di tutti, figure finte & imaginate, per proprie & vere, quasi come false monete: sia per humanità & gratia à la libera nostra confeβione vsato rispetto: perche al l'impoβibile nessuno è tenuto. De primi huomini auanti el diluuio, & l'arte dello scolpire & dipignere, come d' Adã , d' Abrahã & d'altri Patriarchi, nõ neghiamo che le loro imagini non sieno state da noi formate: ma con giusta, & vera ragione: perche nõ hauendo hauuto alcun primo esemplare, da la scrittura santa veraciβima, & da gl'autori graui & fedeli, considerata la lor natura, i costumi, l'età, i tempi, le regioni, le cose fatte, & tutto insieme conferito, l'hauian fatte tanto simili al vero, che con ragione, piu presto dobbiamo esser cõmendati, che in alcun modo ripresi. Et poi, perche ha ad esser manco lecito à noi, & mãco concesso, che à Fidia statuario nobiliβimo: qual da pochi versi d' Homero cõsiderati, indouinò la forma di Gioue , inuisibile nella sua substãtia, & fabricò il Gioue Olimpio ? Forse che Homero è di piu fede che la santa scrittura dallo spirito & imperio di Dio dittata? Perche douiamo hauer manco conceβione che Zeuside pittore, che dalle faccie & forme delle cinque vergini Agrigentine, con sua arte prese, representò la belliβima Dea? Perche potremo manco che Asinio Pollione, che formò l'imagini de gl'autori de i libri di sua libreria, da i loro scritti, prima che altro Romano? Perche manco à noi che à quello, qual vista l'arte d' Homero gia tanto auanti stato, dal suo poemate, & ingegno conietturò & espresse la sua faccia? Per queste cose ci confidiamo, che nõ ci habbi ad essere, imputato à colpa ò vitio, hauer fatto tal opra. Poi hauian da Plinio scritto in questa forma: Le cose che non sono, si fingono: & le faccie non viste, partoriscon desideri. Ne maggior' esempio, & dimostratione di felicità si truoua, che el desiderar sempre tutti di sapere, chi sia stato alcuno. Insin qui Plinio. Noi adunque hauendo imitato tali & tanti esempi, senza la prima pronta & simulacro, seguitando
solo

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