Volltext: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

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Ante pererrato Falcifer orbe Deus.

    Sacrificauano i Romani à qnesto Dio, per antico e peregrino costume, col capo scoperto. Si faceuano à q̃sto Dio i sacrificij Saturnali, de i quali leggi Macrobio & Luciano. Questi erano chiamati da i Graeci κρονια. Scriuesi variamente dei Tẽpij, che furono in Roma edificati à questo Dio. Macrobio dice, che. Tullo Hostitio per uoto consecrò à Saturno vn Tempio. Varrone, L. Tarquinio Re hauergli posto un Tẽpio, & T. Largio Dittatore hauerlo consecrato. Scriuono alcuni altri, che i Romani volero, che'l Tempio di Saturno fosse l'Erario publico. Et Festo in conformità scriue, che l'Erario fù appresso il Tempio di Saturno. Ma per spiegare piu pienamente la istoria, che noi legiamo in uarij scrittori di questo Dio Saturno, & la sua gentalogia diremo, che Saturno Egittio 268. anni dopo il diluuio fu il primo che ocupò la Sicilia, come scriue Diodoro, il quale si dice essere stato figliuolo di Noe, nel tempo del qual Noe fu quell' antica eta chiamata da i Poeti la eta dell'oro. perche allora l'imperio et il gouerno era appsso i Re, i quali saliuano à q̃lla dignita, non per ambitione, ò per auaritia, ò per mezo della uiolenza e della forza, ma erano fatti Re per cagione della uirtu, & non erano allora i costumi de gli huomini nel mõdo cosi corrotti. Questo Noe è nome hebreo, & appresso di noi significa. Huomo che muoue ogni cosa. Gli Armeni lo chiamorono Oliba che vuol dir Cielo, Arsa, cioe Sole, Ogige, cio è illustre, e dottor delle cose sacre, Iano, cio e portator del uino, & inuentor delle uiti. I Greci poi lo chiamorono Chaos cio è confusione, Hilen che vuol dire Materia; lo dißero Vranio, cio e Celeste, & i latini finalmente lo nominarono seme del mõdo, per che egli haueua dato principio ad ogni cosa, Vertũnc, ciò è Cielo, ò che gira il Cielo; & lo chiamorono anco Iano per un' altra ragione, cio è padre delli Dei maggiori & minori, autore e principio della generatione humana. lo dißero portinaro del Cielo, Bifronte è Bicipite, cio è capo & fine dell anno, si come noi uediamo ancora la sua imagine, cõ due teste, & due frõti, segnata nelle antichissime monete in rame de i Romani, uolẽdo mostrare, ch'egli conosceua le cose passate, & preuedeua le future; & gli dauano molti altri cosi fatti epiteti. Questo Noe, hauendo in memoria i tẽpigia lungamente passati, la religione, & il modo del uiuer Ciuile, & hauendo ripiena l' Armenia d'huomini, ch'eran nati di se & de suoi figliuoli, Sem, Cam, e Inset, insegno l'agricoltura & il culto di Dio à quegli huomini, ch'erano à quel tempo; lasciò scritti ancora molti secreti di cose naturali, & insegnò come gli huomini haueuano à uiuere pacificamente fra loro; & finalmente ritornò in luce la pietà, la honesta, e tutte q̃lle cose, ch'ei conosoeua esser necessarie all'uso di q̃lla nuoua, roza, esaluatica uita. Misurò il corso della stelle, e ridusse l'anno al corso del Sole, & il mese al moto della Luna, Ritrouò luso del uino, & di molte altre cose bisognose al vitto humano, le quali egli non solamente communicò à gli Armeni, ma à tutte l'altre nationi del mondo. Là onde egli fù hauuto in tanta riuerenza, & fù tanto apprezzato da quegli huomini, che tennero per certo ch'egli fosse vn Dio: Però quel tempo nel quale egli fiorì nel mondo, chiamarono essi la età dell Oro. Saturno adunque fù figliolo di Noè, & quantunque egli hauesse propriamente nome Cam, egli
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