Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

786.

mente. E Vopisco scriue, che Aureliano trionfò sopra vn carro tirato da quattro cerui, il qual carro (come hanno molti scritto) era stato dei Rè de'Gotti, cõ aĩo di sacrificare nel Cãpidoglio q̃sti cerui à Gioue Ottimo Massimo, per voto perso nella detta vittoria. Et se il trionfo nõ si poteua in un giorno finire, per la gran copia delle cose, che si portauano nella pompa, vi si aggiugneuano anco de gli altri dì, come quel di T. Quinto Flaminio, che trionfò della Macedonia, e della Grecia, duro tre giorni continui. E C. Cesare (come Tranquillo scriue) trionfò in vn mese quattro volte, traposti alcuni dì fra l'un trionfo, l'altro. Et Augusto tre volte, in tre dì continui l'vn doppo l'altro trionfò, prima della Dalmatia, poi della vittoria contra Antonio, e Cleopatra; e finalmente della impresa di Alessandria. M. Tullio accenna in vna sua oratione, che nel carro trionfale vi soleuano anco andare i figli de'trionfanti, come si legge di Paolo Emilio, che nel suo bellissimo trionfo vi portò il figliuolo, che gli morì tre di poi; & ancora di altri Imperadori Romani. onde chi uoria particolarmente intendere la grandezza e la pompa di Paolo Emilio Capitano eccellente di Romani dimostrata nel suo trionfo ottenuto da quella Repulica, per hauer uinto Perseo potente e famoso Rè di Macedonia, e disolato quel Regno, legga Plutarco nella sua uita. Non lascieremo di dire ancora qui la cagione, perche fosse il trionfo gratissimo, & accettissimo al popolo Romano, egli lo accenna M. Tullio, dicendo, che perche non è cosa piu dolce della vittoria, nè cosa piu soaue e piu gioconda che vederne vna espressa certezza, come era nel vedere chiaramente nel trionfo i capitani de gli nimici viui & incatenati entrare in Roma cattiui, era ragioneuolmente questo spettacolo, & il trionfo istesso cagione di gran piacere al popolo. Ma come il carro cominciaua à piegarsi dal Foro, per montare nel Campidoglio, faceuano andare que'cattiui in prigione, onde un medesimo dì terminaua l'Imperio di trionfanti, e la uita de i cattiui. Ora i Capitani della guerra, ouero i Principi nell'entrare della città erano portati ne i carri dorati, i quali tirauano (come s'è detto) i bianchi caualli, hauendo essi il capo coronato di Lauro. Et i soldati che seguiuano il trionfante andauano Laureati, accioche, per esser il Lauro sempreuerde, dessero segno del fiorire della Republica; quasi che entrassero in Roma purgatie mondi dal sangue humano, nel quale s'erano nelle battaglie macchiati. Il Lauro, dice Plinio era dedicato à i trionfi, il Lauro ornaua le case de'Principi, e de'Pontefici, & il Lauro sterile principalmente era quello che usauano i trionfanti. Scriue ancora Plinio, che trionforono anticamente i Romani cõcorona d'oro alla toscana, e che il triõfante haueua uno anello di ferro in deto; & à questo modo dice che trionfò di Iugurta C. Mario, il quale poi nel terzo Cõsolato tolse l'anello d'oro. Ma noi hoggi uediamo nelle figure de'triõfi, che si ueggono scolpiti ne'marmi antichi, et in molti riuersi di medaglie una figura alata, che sostiene di dietro la corona al trionfante, la quale si può credere, che fosse vna imagine finta di vna Vittoria; & non è la Fortuna alata, come scrisse il Biondo. Scriue Plinio, che Tarquinio Prisco trionfò in tunica aurea. Et fu ancora costume in Roma, che nõ si potesse per qual si uoglia uittoria ciuile, triõfare per esseruisi sparso il sangue non de'nemici, ma de i cittadini istessi. I Capitani de'nimici catttiui
I 4 menati

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