Volltext: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

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Consoli, in argento, che sono signate della sua testa. come è quella moneta in argento c'ha da vna parte la testa di essa Dea, con le lettere puntate I. S. M. R . Et ha dall'altra vn toro in corso, cõ tale iscrittione L. THORIVS. BALBVS . Et vn'altra moneta signata da vna parte della sua testa, dall'altra del simolacro di Numa Pompilio, col lituo in mano, che fa sacrificio dinanzi vn'ara, di vna vittima, con vn'altra figura, & con tale iscrittione NVMA POMPILI. C. LICIN. VARVS . Et se ne vede vn'altra ancora da vna parte signata della testa della stessa Dea, con lettere ta i dinanzi CAV DINVS . Ha dall'altra la sella curule, con vna corona ciuica di sopra & con tale iscrittione d'intorno C. F. PAPIRI. C. F. MASO AED. CVR. L. LE N. L.F . Et vn'altra etiandio in argento, ha da vna parte la testa di essa Giunone, con tale iscrittione dietro REGILVS . Ha per riuerso vna quadriga trionfale con la figura trionfante sopra, & con lettere tali intorno IR. P. L. AIMILI. M. F . Et molte altre, le quali trapasso, per non esser lungo. A questo L. Porcio Licino Consolo, & al suo collega P. Claudio Pulchro fu statuita la impresa contra i Liguri, si come scriue Liuio. Di questa gente porcia, che fu plebeia, fanno mentione gli scrittori, che M. Catone, il quale fu chiamato Censoria, fu auttore, nato nel municipio Tusculano. Scriuendo cosi di quello Cicerone nelli. 2. delle Leggi. Vtille Cato cum esset Tusculinatus, in populi Romani ciuitatem fu sceptus est itaque eum ortu Tusulanus esset, ciuitate Romanus, habuit alteram losi patriam, alteramiuris.
    LA MONETA in argento di C. Calpurnio Pisone, ha da vna parte la testa del Dio Apollo, con vno scettro dinanzi al volto. Et ha dall'altra vn carro trionfale tirato da quattro caualli, con vna figura trionfante di sopra, che tiene nella destra vna insegna militare, con tale iscrittione di sotto. C. PISO. C. F. C. N . Questa moneta fu battuta in Roma l'anno della città DLXIX . in tempo che C. Calpurnio Pretore in Ispagna, acquistò la vittoria in detta Prouincia de i popoli Lusitanti, ouero Spagnuoli. Percioche in questo anno esso Calpurnio & Lucio Quinctio Crispino, hauendo nel principio della primauera tratto i soldati dalle stanze, & congiunto gli esserciti, fecero di commune animo la guerra, soggiogando i Lusitani, & i Celtiberi, La zuffa da principio de' Romani con gli Spagnuoli fu atroce, & fiera, per essersi essi Spagnuoli gonfiati, per vna fresca vittoria, c'haueano riceuuto prima, & li Romani erano infiammati di sdegno, per non essere auezzi a riceuer uergona. Et la schiera del mezo delle due ualorose legioni combatteua fieramente. Le quali uedendo il nimico non le potere in altro modo far piegare, si mise con quelle francamente à combattere con la schiera in forma di conio, & continuamente in maggior numero, & piu folti l'vrtauano. Oue vedendo il Pretore la schiera essere soprafatta, tosto mandò Tito Quinctio Varo, & Lucio Iuuentio Talua, amendue Legati a confortare ciascuna legione, commettendo loro che ricordassero, & mostrassero a quelle, in loro essere ogni speranza del vincere, & di ritenere la Spagna. Et se elle si lascieranno sforzare, niuno di quello essercito non solamente non riuedrà piu l'Italia, ma nè anco la ripa di la dal Tago. Et egli con tutta la caualleria delle due legioni, girando alquanto, inuestì per fianco nella
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