Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

680.

nelle segrete uiscere della terra, ruine, fondamenti, fiumi, & ne' tesori sepolte, doue in un luogo, & doue in un'altro, come ancora a'tempi nostri le monete sono da i Principi fatte fondere, affine di fare di quelle uecchie altre nuoue monete, secondo l'arbitrio loro, & le particolari persone conuertono spesse fiate la materia delle monete in altri lauori. Si truouano etiandio a' tempi nostri molti pesi antichi di rame, piccoli, mezani, & grossissimi, & questi uariamente segnati, nondimeno molti se ne sono perduti, che non sono peruenuti alle nostre età, sì come di molte & uarie altre cose anti che, per la ingiuria del tempo, veggiamo eßer'auuenuto. Et in questo proposito io non resterò di far mentione di alcuni pesi, che mi sono alle mani peruenuti di uarie note & imagini segnati. Dico adunque, che io ho appresso di me, vn peso grande, in rame, che ha dall'una & l'altra parte la testa di Roma armata, con un'elmo antico, die tro alla qual testa si uede una claua. Ne ho ancora appresso un'altro, di buon peso, che ha da una parte una testa barbata di gran rileuo, la qual penso, che sia di Saturno, che uediamo nelle monete in argento, con tale nota sotto essa testa S. che penso uoglia dire SATVRNVS . Et ha dall'altra un rostro di naue, sopra di cui si scorge ancora la medesima nota S. che io tengo, che sia antichissimo. Vn'altro poi di buon peso, che ha dall'una & l'altra parte un caual Pegaso. Vn'altro di minor peso, che ha dall'una, & l'altra parte vn fulgure, consegni del peso tali .... Vn'altro, che ha da vna parte vna cappa marina, con tale segno sotto [?] Dall'altra parte ha non so che, che per l'antichità non si puo discernere quello che sia. Et queste note doueano seruire al conoscimento del peso. Ho ancora appresso di me un'altro peso, minore de i primi di sopra, che ha dall'una & l'altra parte le teste pileate di Castore & Polluce, con tali note dietro alle teste .. Vn'altro poi che è di gran peso, & di un grandissimo rileuo, che ha dall'una, & l'altra parte la testa di Apollo, di assai buon maestro. Ho etiandio vn'altro, che è di grandissimo peso, & maggiore de i sopradetti, che ha da una parte la testa di Roma armata di vn'elmo antico, cõtali note dietro alla testa [?] Ha dall'altra parte una bellissima rota, dentro à cui si veggono li medesimi segni notati. Vn'altro peso, grande, di basso rileuo, che ha da una parte la testa di Roma armata, con tali note di dietro . . . . Et dall'altra la figura di vn´Ercole, che con la man sinistra tiene per la testa un centauro, & ha nella destra la claua, con tale iscrittione di sotto. ROMA . & con le medesime note. Veggonsi appreßo molti altri pesi antichi, maggiori & minori, segnati di questa testa di Roma armata, de' quali io ne hoi veduti di grandissimo peso & estraordinario. Veggonsi medesimamente molti altr pesi maggiori, & minori, & di basso rileuo, segnati da una parte della testa di Mercurio, dall'altra di una prua di naue. Ma uedesi in questi la testa di Mercurio, percioche fu opinione de gli antichi, che questo Dio foße presidente al guadagno, alle mercatantie, & ài denari, & che egli fosse sopra i negotij & i contratti. Da che i Greci lo chiamarono ἐμπογ{αῖ}ος & ηερδῶος, quasi mercatante, & negotiatore. Scriue ancora Diodoro, che Mercurio fu quello, che instituì i pesi, & le misure, & il procacciare il guadagno dalle mercatantie. Ond'è che molti posi si ritrouano antichi, segnati della imagine di questo Dio. Ma oltre li pesi di rame, trouansi alcuni altri pesi di pietra nera, de'quali io ne ho alquanti grossi & ritondi, con tali note nel mezo ... Et alcuni altri minori con note tali [?] [?] [?] Et io ne ho vn'altro ancora di
grossissimo

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