Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

657.

le bilance, & cornocopia in mano, & con lettere tali intorno. MONETA. AVE . & etiandio la medaglia in rame di Claudio Imperadore de gli vltimi, col cerchio del rame medesimo, che ha dal rouescio le medesime tre figure della Dea Moneta & le medesime lettere. Ma non debbono certamente coloro, che hanno in tale materia opinione contraria alla nostra, hauere à sdegno le ragioni vere, che qui si son dette contra le loro; perche altri non scriue per contradire, ma in materia di lettere à ciascuno è concesso di difendere il parer suo sopra alcuna cosa, & tanto più ciò non si disdice, quanto che hora si tratta di materia nuoua, difficile, & non conosciuta per l'antichità, laquale più tosto per congettura dalle istorie inuestighiamo, che fermamente noi possiam dire, che così sia.
    ORA verremo al ragionamento delle monete antiche, distinguendo quelle dalle medaglie segnate con la effigie de'Principi, le quali erano veramente ad altro fine fatte, che per vsarle come monete, secondo che noi proce dendo nel ragionare mostreremo. Le monete antiche de'Romani furono già da Seruio loro Re in prima battute & segnate; il quale scriuono gli autori, essere stato il primo, che segnasse il rame in Roma. & hauersi poi segnato l'argento cinquecento anni doppo Roma edificata, dapoi l'oro l'anno octuagesimo. Et sono alcuni, che dicono, i Romani per adietro senza segno hauere vsato il rame. Adunque le monete erano da prima da Seruio segnate con la nota del bue, & della pecora, come scriue Plinio; & ancora sotto Numa Põpilio Rèportauano la imagine della pecora, & del porco, lequali monete con tal segno io non ho mai vedute a' tempi nostri; & tale moneta si chiamaua Pecunia, che fu il primo nome del denaio, & il rame fu il primo, che fu segnato da gli antichi. Sono etiandio autori, che scriuono, che in alcune antichißime monete era scolpito il segno del porco, (come di sopra s' è detto) due delle quali misono nouamente peruenute alle mani in tal modo signate, l'una haueua da ambii lati il segno del porco di gran rileuo, con certe palle di sotto, che rose dall'antichità male si discerneuano: l'altra haueua da vn lato lo istesso segno del porco con tre palle sotto, e dall'altro vna rota, infra i cui raggi si vedeuano tre altre palle. Le quali non mi saprei risoluere, se fossero monete, ouero pesi; ma chiara cosa è che quelle palle ci mostrano il segno del valore, ò del peso. Et à tempo de i Re Romani furono etiandio in vso danari di legno, & di corame fatti, & anticamente Numa Pompilio Re diede al popolo Romano per congiario Aßi di legno & di corame. Fu appresso vn'altra moneta pur di rame segnata da'Romani da vna parte con la effigie di Iano bifronte; & dall'altra parte con vna prua dinaue. Et questa fu la prima moneta, che si battesse nel Latio. Percioche gran tempo innanzi Roma edificata, regnando Iano con Saturno nel Latio, fu la moneta segnata da esso Iano con tal segno; & si scriue, che egli fu il primo, che segnasse la moneta di rame. Et altri dicono, che Saturno fu il primo, che la moneta instituisse. Da che vollero i Romani, che il Tempio di Saturno fosse l'Erario, per essere stato il primo, che in Italia segnasse la moneta di rame. Nel quale erario oltre la moneta publica, si serbauano ancora le scritture publice, et i libri elefantini, ne i quali si conteneuano le trentacinque Tribu della città, & i libri de i Conti, & altre cose. Onde noi dobbiamo credere, che doppo il primo batere di tal moneta in Italia da Iano, ò da Saturno, i posteri cioè i Romani, seguendo l'instituto de'loro maggiori &
autori,

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