Volltext: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

510.

Paruus Atys, pueroq́ue puer dilectus Iulo.
Extremus, formaque ante omnes pulcher Iulus
Sidonio est inuectus equo: quem candida Dido
Esse sui dederat monimentum, & pignus amoris.
Cētera Trinacrijs pubes senioris Acestae
Fertur equis. Et gli altri versi che seguono.

   Ora con questi versi Vergilio dottissimamente descrisse la ragione del giuoco di Troia, che qualche volta in Roma noi habbiamo raccolto da gli annali antichi essere stato celebrato da nobili giouinetti. Plutarco dice nella vita di Catone. Hauendo L. Scilla ordinato di fare il giuoco à cauallo, & del numero de i giouanetti patritij scelti due, che fossero capi da amendue le parti, quei giouanetti accettarono, l'uno che fù M. Scauro, per amor della madre Metella moglie di Silla, ma l'altro che era Sesto nepote di Pompeo non uolse accettare, nè sotto di lui fare il giuoco, domandando in luogo suo Catone.
   Questa sorte di giuoco, essendo quasi mancato di essercitarsi, fu rimesso in piede da Cesare, come cosa spettante à douer farsi. Fù da Enea & Ascanio ritrouato, da quali trasse l'origine; & in Roma fù in vsanza per lungo tempo. Dice Suetonio Tranquillo nella vita di Cesare. Celebrò il giuoco chiamato Troia, & lo fecero due squadre di giouanetti di maggiore & di minore età. A questo proposito Suetonio dice nella uita di C. Calicula. Rappresentò molti giuochi Circensi, dalla mattina fino alla sera, mettendoui per interuallo tal'hora la caccia de gli animali Africani, & tal'hora il giuoco di Troia. Dione similmente dice nel lib. 59. C.Calicula nel giorno della festa del suo natale diede il piacere delle caccie, & i fanciulli patritij rappresentarono il giuoco di Troia, & fece tirare il suo carro trionfale da sei caualli, il che mai si era fatto per lo adietro. Suetonio Tranquillo poi nella vita di Claudio scriue cosi. Et diede in spettacolo il giuoco di Troia, & i comparimenti sopra i carri da quattro caualli. Cornelio Tacito ancora, scriuendo al medesimo proposito, cosi dice. Nella sedia di Claudio volendo cominciare nei giuochi Circensi i fanciulli nobili il giuoco di Troia à cauallo, essendo tra loro Britannico figliuolo dell'Imperadore, & Lucio Domitio, che per adottione indi à poi peruenne all'Imperio, col cognome di Nerone, fu preso in luogo di presagio il maggior fauore della plebe verso Domitio. Et tanto da noi sia detto in questo proposito del giuoco antico, nominato Troia, quanto noi da gli historici, & da Poeti habbiamo potuto raccogliere.
LA ME-

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