Volltext: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

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lente artefice, vestita della spoglia del leone, con la claua; ilqùale nella sinistra mano tiene tre pomi d'oro portati da gli horti Esperidi; iquali significano le tre uirtù Eroiche ad Ercole attribuite. La prima la moderatione della ira, la seconda la temperanza dell'auaritia, l'altra il generoso sprezzamento delle delitie, & de' piaceri; scriuendosi ancora di Ercole, che essendo esso in giouenile eta si ritirò in vna solitudine, doue seco deliberando, qual sorte di uità douesse prendere, ò quella della uirtù, ouer quella de i piaceri, si dice, che hauendo molto bene sopra cio considerato, si elesse la uia della uirtù. Ma quello che fauoleggiano i poeti, che Ercole, per portarne i pomi da gli horti Esperidi, vccidesse il dracone, che staua uigilantissimo alla guardia di quelli, ha vn'alto sentimento; & significa Ercole hauer posto modo & moderatione alla concupiscentia, intendendosi per il Dracone il piaceuole appetito della libidine. La spoglia del leone in Ercole ci dimostra vna generosa fortezza d'animo, & la prestantia della mente, come altroue ancora habbiamo detto. La claua significa la ragione, che regge & doma l'appetito & percioche queste uirtù sono in grande eccellentia in Ercole, però gli è attribuita questa claua, fatta di un fermo & forte arbore, che è il Querco; ilqual Querco dà segno di fermezza & di forza. Fingono etiandio la claua nodosa, per le difficoltà, che da ogni parte occorrono, & si offeriscono à coloro, che uanno seguitando & cercando la uirtù. Per dimostrare adunque la gran uirtù Eroica, & la temperantia dalle concupiscentie & da i libidinosi piaceri di questo Principe, posto in età giouenile, gli batterono i Greci ad onor suo questa medaglia: si come noi tante altre medaglie uediamo de'Cesari, battute dalle città della Grecia, con riuersi tutti pieni d'adulatione. Ma per dire ancora alcuna cosa delle Esperidi; le quali altri fingono essere state figliuole di Espero, & altri di Atlante, sono alcuni, che tirano questa poetica e fauolosa fittione ad astrologico sentimento, dicendo che queste Esperidi sono alcune stelle, cosi chiamate; il cui padre fu il cielo, ouero il tempo Vespertino, il quale è come fratello del cielo. Dicesi quelle hauere hauuti horti in Occidente, ne i quali furono pomi d'oro. Percioche la natura delle stelle è di risplendere come l'oro, & di parer ritonde; & quelle non sogliono nascere in altra parte che nell'Occidente; perche tramontando il Sole appaiono le stelle, occultandosi il giorno per il lume del Sole. Il Dracone, che staua alla custodia di questi pomi, & che guardaua l'horto, interpretauano il Signifero circolo, per la sua figura obliqua. Onde uollero questi, che per li pomi d'oro intesero le stelle, che Ercole, il quale da gli horti Esperidi leuò i pomi, portasse in Grecia la scientia delle cose astronomiche. Ma noi piu tosto tireremo la imagine di questa fauola, che nella presente medaglia si uede, à morale sentimento, si come di sopra è stato detto. Delle hesperidi Ouid. P. al lib. cosi scriue.
Aurea messis erat, demptum tenet arbore pomum
Hesperides donasse putes.

   Di questi horti Esperidi Solino al cap. 27. cosi dice. Nam de hortis Hesperidum, & peruigili Dracone, ne famae licentia vulneretur fides, & ratio haec
est.

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