Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

343.

   Orfeo ne gli hinni suoi par che tenesse Gioue essere il medesimo col Sole in questi versi.
Iupiter impellens ignitum protinus orbem,
Altaq́; currentem.

   Alla quale opinione par che si accosti Platone nel Fedro, quando dice. Magnus sanè Dux in coelo Iupiter volucrem impellens currum, primus incedit omnia coordinans atque curans: hunc se quitur Deorum ac daemonum exercitus in duodecim partes distributus: ac Vesta sola in atrio Deorum permanet. Doue senza dubbio Platone intende, per quel gran Capitano Gioue, il Sole velocissimo auriga del suo carro, & per Vesta immobile, la Terra. Dicesi appresso, che Gioue spauentò & ritrasse gli huomini dal mangiare le carni umane, & quegli riuolse al cibo delle ghiande, in quella primiera età. Donde meritamente gli furono consecrate le Quercie, che quelle producono; & sopra il monte Dodoneo ripieno di moltissime Quercie in Chaonia regione de'Molossi, fu l'oracolo del padre Dodoneo, cioe di Gioue Chaonio, doue due colombe dauano le risposte à coloro che ricercauano il detto oracolo. Et tanto noi vogliamo hauer detto di Gioue. Maritrouasi vn'altra medaglia in rame di Antonino, grande, e picciola, con tale iscrittione intorno la testa. ANTONINVS. AVG. PIVS. P. P . Ha per riuerso tre vccelli, tutti e tre à tre Deità attribuiti, cioè la Ciuetta, l'Aquila, & il Pauone, rappresentanti Minerua, Gioue, & Giunone, con queste lettere COS. III. S. C .
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Type: drawing

    IL MEDAGLIONE d'Antonino Pio, con l'orlo intorno, & con tutto il petto, in rame, con lettere tali. . . . ANTONINVS. AVG. P P. TR. P. COS . . . . Ha per riuerso vna bella corona ciuica, dentro alla quale si leggono lettere tali. SPQR AMPLIATORI CIVIVM . Questa medaglia fu battuta in Roma non ad altro fine, che per memoria & veneratione di questo Principe Onde noi sappiamo, che queste corone ciuiche si ueggono in molte medaglie segnate, per cagione de i cittadini seruati, in Augusto, in Caligula, in Galba, in Claudio, & in assai altre medaglie de' Cesari; & di qual'arbore queste si sacessero noi altroue habbiam dichiarato. Ma accioche indegnamente non si desse in Roma la corona ciuica, fu prouisto per strettissime leggi, che colui che serbasse vn cittadino non potesse conseguire la corona ciuica, se prima quel cittadino non consessasse, se essere veramente stato serbato da quel tale, nè altri testimonij sopra ciò erano ammessi. Et se alcuno hauesse serbato altro huomo che un Romano, non si daua la corona; quantunque fosse stata la persona d'un Re. Della qual corona Ciuica M. Tullio Cicerone si scri-
ue essere
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