Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

342.

ampiamente signoreggia tutte le cose. Ancora chiamano l'anima del mondo δία, cioè Gioue, perche col suo presidio si fanno tutte le cose, & nella loro essentia si conseruano. Oltre di ciò la sedia di Gioue si dice essere il cielo, conciosia che il cielo è la principalissima parte dell'anima del mondo. Ma i Platonici specialmente posero Gioue per l'anima del mondo; & lo credettero ancora quella diuinamente, che ha prodotto, & gouerna l'uniuerso, la quale communemente chiamauano Dio. Et perche in tutti i luoghi è creduto essere, & empire di se ogni cosa, come dice Virgilio.
    Ab Ioue principium Musae: Iouis omnia plena.
   Diceua Orfeo Theologo de i Greci, che Gioue è primo & vltimo di tutte le cose; fu innanzi à tutti i tempi che vnqua sono stati, & sarà doppo tutti quelli che verranno; tiene la piu alta parte del mondo, & tocca la piu bassa ancora, & è tutto in tutti i luoghi. Furono à questo Dio Gioue fatte da gli antichi molte statoe in varij modi. Ma perche noi di sopra habbiamo fatta mentione di Gioue Ammone, noi aggiugneremo ancora, che gli antichi quello adorarono sotto la imagine del montone. La qual cosa, dicono, fu perche caminando Baccho per li deserti della Libia, era per perirsene della sete egli & tutto il suo essercito, se non che hauendo già fatte diuote orationi à Gioue, si vide apparire dauanti vn montone che via correua, & egli seguitandolo venne doue trouò acqua per se, & per tutto l'essercito. Onde pensò che sotto questo animale fosse venuto Gioue à mostrargli le desiderate acque, & perciò quiui gli pose vn'altare, & fece la sua imagine in forma di montone. Et io ho veduta una greca medaglia di Adriano grande, in rame, che hauea per riuerso vn montone, che portaua sopra la schiena la figura di Gioue. Scriuesi ancora, che i Celti gente della Francia metteuano per la imagine & statoa di Gioue una altissima Quercia, & questa adorauano per lui; forse perche sapeuano, che la Quercia tra gli arbori era consecrata à Gioue, come quella del cui frutto vissero gli huomini già ne i primi tempi; perche à lui stà di pascer, & nodrite gli huomini, ch'egli ha gia prodotti al mondo, & tiene sotto il suo gouerno. Per la qual cosa di Quercia coronauano quasi tutte le statoe di Gioue, come che questa fosse segno di vita, la quale è creduta da Gioue essere data à mortali. Onde soleuano i Romani dare la corona della Quercia à chi hauesse in guerra difeso da morte vn cittadino Romano, volendo à colui dare la insegna della vita, che fu cagione altrui di viuere. Di oliuo ancora, come di sopra s'è detto, fecero corone alle uolte à Gioue, perche questo è sempre verde, & di molto vtile à mortali; & paiono le sue foglie essere quasi del colore del cielo. Ma la cagione, perche si dice, essere stati piu Gioui, è per hauere gli antichi chiamati tutti i Re col nome di Gioue. I Cretesi non solamente vogliono, che Gioue sia nato appresso di loro, & morto ancora, ma ne mostrano etiandio il suo sepolcro. Il che è affermano da Callimacho poeta ne suoi hinni.
Cretes mendaces semper, Rex alme sepulcrum
Erexete tuum: tu viuis semper, & vsque cs.

Orfeo

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