Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

305.

    A Pileatis nona fratribus Pila.
   Percioche gli antiqui diedero à Castore & Polluce i Pilei; & ancora noi diremo di ciò essere stata la cagione, per essere Laconi, de i quali Laconi fu costume di usare nelle battaglie di portare i pilei in capo. Veggonsi adunque nel riuerso di questa medaglia questi dui Iddij pileati, & con le due stelle sopra la testa. Di questi Castori noi à bastanza ancora parlato habbiamo, nel medaglione di Massimino, & Massimo. Trouasi parimente una medaglia in rame, d'Antonino Pio, Greca, & di mezana grandezza, la quale ha per riuerso le due teste di Castore & Polluce pileate, con le stelle di sopra, battuta similmente da questi popoli Tripoliti. Di questi Castori fa mentione Giustino al lib. 20. intorno al principio, doue tratta della guerra fatta fra i Crotoniensi, & i Locrensi, con tali parole. In cornibus quoque duo iuuenes diuerso à cęteris armorum habitu, eximia magnitudine, & albis equis, & coccineis paludamentis pugnare uisi sunt, nec vltra apparuerunt, quàm pugnatum est. Pausania ancora nell'Attica, al lib. 1. Castrorum exin templum perantiquum est, in quo ipsi iuuen es equis insidentes spectantur. Et il medesimo Pausania pur nell'Attica piu innanzi. Apud Cephalenses Castores praecipua quadam coluntur religione. Magni enim Dij ab his appellantur. Virgilio P. al lib. VI . dell'Eneida.
Si fratrem Pollux alterna morte redemit.

   Solino ancora al cap XIII . Sparta insignis cum Pollucis & Castoris templo, tum etiam Otryadis illustris uiri titulis. Il medesimo al cap. 20. scriue cosi. Colchorum urbem Dioscoriadem Amphitus, & Telchius aurigae Castoris, & Pollucis condiderunt, à quibus Heniochorum gens exorta est. &c.
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Type: drawing

    IL MEDAGLIONE di Adriano, in rame, di gran rileuo, & d'eccellente maestro, con lettere tali intorno frammentate, per l'an tichità. IMP. . . . . TRAIAN. HADRIANVS . . . . . Ha per riuerso un grande animale della scrosa, con molti serofatti sotto le poppe, sopra la quale scrofa si ue de un'arbore, che è un fico Ruminale. Questa medaglia fu battuta in Roma ad onore di questo Principe. Et il segno di questa scrofa non è notato nella presente medaglia per altro, che per significare la origine della città di Roma. Percioche, si come s'è detto in Antonino Pio, Enea pietosamente fece sacrificio di una scrofa, che allora hauea partoriti trenta scrofatti, in quel loco, doue egli edificò la città di Lauinio, nella quale esso ripose gli Iddij Penati; & doppo altrettanti anni fu da Troiani vn'altra città edificata. Percioche Ascanio figliuol di Enea doppo trenta anni, abbondando già Lauinio di populo, lasciò quella città assai potente & florida, secondo il suo grado, alla madre, ouero matrigna, &
egli ne
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