Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

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della generatione; nascendo tutte le cose dell'umore, come di materia, & del caldo, come di un'artefice, che riduce alla forma. Percioche l'umore serue in vece della semina, & il caldo in uece del maschio nelle cose del'a Natura. Onde meritamente à questi aggiunsero Vesta per compagna, come vn fondamento di condensare il corpo che genera. Trouansi alcune antiche monete in argento, che da una parte hanno due teste laureate, l'una sopra l'altra, con tali lettere puntate sotto di quelle. D. ΓΓ . cioè Dij Penates. Et uedesi dall'altra parte una scrofa giacere in terra, con due figure di dui giouani armati co i pili in mano, con tale nota fra l'uno & l'altro. Γ. cioè penates & altre lettere di sotto. C. SVLPICI. C. F . Le quali figure armate co i pili in mano, io giudico che sieno gli stessi Penati; & la scrofa credo esser quella quando Enea edificò la città di Lauinio, nella quale esso ripose gli Iddij Penati sopradetti, quì segnati in tale moneta, per significare la origine della città di Roma. De i quali Penati molte altre monete in argento si ritrouano, con uarij riuersi segnate.
Figure
Type: drawing

    LA MEDAGLIA di Adriano, grande, in rame, & d'ecellente maestro, senza corona in testa, con lettere tali. HADRI ANVS AVG. COS. III. P. P . Ha per riuerso una bellissima figura à cauallo, che porge le mani innanzi & dirimpetto à quella si veggono tre figure à piedi con gli scudi & con le insegne delle legioni; & intorno ui si leggono lettere tali. EXERCITVS RAETICVS. & S. C . Questa medaglia fu battuta in Roma, non per altra cagione, per quanto io giudico, che per simplice gloria di Adriano, per onorare il valore & la gran virtù di questo Principe nell'arte militare. Conciosia che ritrouandosi egli in Germania, diede sempre opera ad ammaestrare il suo essercito nell'arte della guerra, quantunque non fosse in quel tempo guerra alcuna, auezzando quello & instruẽdo à gli essercitij della militia co i documenti della sofferenza, & non meno ancora lui medesimo essercitandosi nella vita militare, à guisa d'eccellente & valoroso Capitano. Di che Elio Spartiano nella vita sua fa mentione con queste parole. Inde in Germaniam transijt, pacisq́ue magis quàm belli cupidus, militem quasi bellum immineret exercuit, tolerantiae documentis eos imbuens, ipse quoq; inter manipulares uitam militarem magistrans, cibis etiam castrensibus in propatulo libenter utens, hoc est larido, caseo, & posca, exẽplo Scipionis Aemiliani, & Metelli, & authoris sui Traiani: Multos praemijs, nonnullos honoribus donans, vt ferre possent ea, quae asperius iu behar. Dione Greco ancora nella vita del medesimo, della sua disciplina militare parlando, scriue cosi. Disciplinam militarem diligenter exercuit, ita ut qui uitibus polleret, neque contumax esset, neque iniurias ferret. Et altroue. Sic opere & praeceptis per totum imperij tenipus milites omnes
& exer-
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