Volltext: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

273.

Figure
Type: drawing

    LA MEDAGLIA di Adriano, grande, di eccellente artefice, & di bel metallo, con lettere tali. HADRIANVS. AVG. COS. III. P. P . Ha per riuerso vna bellissima figura grande giacente, che con la destra mano porge non so che auanti, & con la sinistra si appoggia ad vn cestone di varij frutti; & dauanti a' piedi sopra vna cosa rileuata è vno augello, con lettere tali di sopra. AEGYPTOS & S. C . Questa medaglia si truoua grande, & di mezzana grandezza, in rame, & ancora in argento, & fu battuta à speciale onore di Adriano, per memoria del suo viaggio in Egitto, & delle cose da lui fatte in quella prouincia, si come nella medaglia precedente habbiamo detto, come scriue Dione Greco nella vita sua.
    Inde per ludaeam in AEgyptum transiuit, vbi Pompeio parentauit, carmẽq́; tale addidit.
    Ossa viri magni tenui quàm clausa sepulcro.
   Tum disiectum monimentum instaurauit, at que protinus in AEgyptum veniens, vrbem, quam Antinoi nominauit, condidit. La figura prostrata è la prouincia dell'Egitto; la quale tiene nella destra il sistro che vsauano i sacerdoti del Tempio della Dea Iside in Egitto, nel celebrare i sacrificij della detta Dea. Questa Dea Iside fu tenuta la medesima con la Luna, & fu creduta essere il Genio dell'Egitto, il quale per il mouimento del sistro, che essa nella destra pottaua, dimostrasse la venuta & l'accostamento del Nilo Scriue Eliano, che Copto era quella città di Egitto, doue si adoraua la Dea Iside. E altri scriuono che era Menfi. Et vogliono alcuni, che Osiride & Iside fossero adorati da gli Egittij, per questi intendendo il Sole & la Luna. Del qual Tempio di Iside fa mentione ancora Eliodoro nella sua istoria Ethiopica. Mostrasi chiaramente à noi la imagine di questi Iddij Osiri & Iside adorati da i popoli Egittij nel riuerso di vna medaglia di Commodo in rame, doue si uede la figura di vna Vittoria in piedi, che con la destra corona vn'altra figura in piedi di Commodo, che fa sacrificio dinanzi ad vn' ara à questi due Iddij Egittij, cioè ad Osiri & Iside, laqual Dea si scorge con questo sistro in mano. Del qual sistro scriue cosi Ambrosio Calepino.
   Sistrum, crepitaculum aeneum, quo Aegyptij sacerdotes in Isidis sacris vti solent, ἀπό τοῦ σ{εί}{ει}ν, hoc est à quatiendo, propterea quòd concussum, argutum, sonorumq́; ederet tinnitum. Verg. 8. Aeneidos.
    Patrio vocat agmina sistro.
   Ouid. 3. Amo.
    Quid nos sacra iuuant? quid nunc Aegyptia prosunt Sistra?&c.
   Il cestone di spiche ouero frutti, sopra il quale appoggia il sinistro braccio, ci dimostra la fertilità del paese dell'Egitto. L'augello è la Ibi, che è il proprio vccello del paese, il quale, per quanto scriuono gli istorici, fuori di quel paese non può viuere, ma portato fuori di quella regione tosto si muo
re. Questo
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