Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

157.

la guera, & percio lo chiamarono i Greci ἐνναλιος da ἐνύω, che è il nome d essa Bellona. Il cognome di Gradiuo fu attribuito ad esso Marte da i populi Traci, il cui cognome si legge in Vergil. nel 3. dell'Eneide.
   Gradiuumq́ue patrem, Geticis qui praesidet aruis. Et in Ouidio nelle metamorfosi.
    Et genus à magno ducente forte Gradiuo.
   Marte è il terzo de gli Iddij, per essere ancora il terzo nell'ordine de i pianeti, cioè la sua stella. Et, come si è detto, la sua imagine è figurata di un'huomo furibondo, sedente in carro, armato della lorica, & di altre armi offensiue & difensiue: & si dipigne con l'elmo in testa, portante il flagello in mano, & cinto della spada; & il suo carro è tirato da alcuni caualli rabbiosi in uista; & pingesi dinanzi à quello un lupo, che se ne porta una pecora: conciosia, che questo animale da gli antichi era specialmente consecrato à Marte. Appresso, perche finsero gli antichi ambi i fratelli Romani, primi fondatori della città, cioè Romolo & Remo, essere stati figliuoli di Marte, de i quali Romolo vccise Remo, però sotto il carro di Marte esso Romolo era dipinto, che uccideua il fratello Remo. Marte ancora è detto essere il Dio de i guerrieri: percioche si dice, che la sua stella è sopra il Sole nel primo loco ardentissimamente locata. Onde constituita ne'suoi domicilij si tiene che dimostri & dia segno di guerra. La gramigna à quello è dedicata; percioche, secondo che scriue Plinio, quella si genera del sangue vmano. La qual gramigna è vna specie di erba. Però hebbero in costume i Romani, quando per cagione della Republica sacrificauano à Marte, di apparecchiare gli altari di gramigna. Dicesi ancora per vn'altra cagione Marte nato di Giunone senza padre; percioche la sua stella, se sola apparisce per l'aere, il quale per Giunone s'intende, in qualunque si voglia de'suoi domicilij, significa douer nascere l'ardore della guerra. Ma se Gioue ouer Venere nasceranno, credono gli Astrologhi mitigarsi la sua violentia. Finsero ancora Romolo & Remo essere suoi figliuoli, per essere questi stati huomini bellicosi. Questo Dio fauoleggiarono i Poeti essere menato in carro, come si è detto, il cui auriga era Bellona, come scriue Virgilio.
Quam cum sanguineo sequitur Bellona flagello.

   Hebbe il detto Marte molti cognomi da i luoghi nei quali gli furono drizzati Tempij, ouero da gli accidenti, ò da coloro, che à lui dedicarono i detti Tempij. Cosi fu egli chiamato Candeo, & Mamerto, Racio, & Equestre; il quale non tennero gli antichi essere altro che la guerra, come ci dimostra Eraclide Pontico con queste parole. Nihil aliud Mars est quàm bellum, ita ab imprecationibus nominatum, siue à detrimento. Et Orfeo nel suo hinno di Marte, tenne esso Marte essere il furor della guerra, & la rabbia ne gli animi de gli huomini.
Mars Rex perpetua sanieq́ue & caede cruente:
Horrende, humano gaudens & sanguine numen.
Qui gladijs ve hastis ue cupis contendere semper.

Questo

Waiting...

Note to user

Dear user,

In response to current developments in the web technology used by the Goobi viewer, the software no longer supports your browser.

Please use one of the following browsers to display this page correctly.

Thank you.

powered by Goobi viewer