Full text: Vico, Enea: DISCORSI DI M. ENEA VICO PARMIGIANO, SOPRA LE MEDAGLIE DE GLI ANTICHI DIVISI IN DVE LIBRI.

78.

que possum negare, eum affuisse. S criue parimente B udeo nel quarto libro de A sse, che i R omani haueuano una zecca in L ione di F rancia . E P lutarco , che a L ucullo fu data la cura, & il negotio del segnare. la pecunia nel P eloponneso. I l perche non è marauiglia, se si troua tanta diuersità di cogni nelle medaglie loro: conciosia, che essendo da quasi tutto il mondo ( in tempi specialmente de' primi C esari ) usato il segno R omano, cio è la effigie d'eβi I mperadori, al bisogno di tanta gran moltitudine d'huomini, conueniua indubitatamente, che in piu d'una zecca, oltre quella di R oma , si stampassero. L aqual cosa uolendo eglino fare, era lor di mestieri di molte stampe d'uno istesso segno, di ritto, e di riuerso. C onsiderato non meno, che un cognio ne puo fare picciol numero, perche; o egli si rende per la troppa tenerezza, o uero si spezza per la souerchia durezza del temprato acciaio: O nd'è falsiβima l'openione di questi, che contrastano, che d'un cognio fatta non piu d'una medaglia, per maggior superbia, e lor grandezza, rompessero la stampa; laquale openione, tanto e dal uero lontana, quanto, che con alcuna autorità di scrittor degno, non la possono prouare; C onciosia, che la diligenza del nostro E ccellente D eciano , ammiratore mirabile delle cose antiche, ha dimostrato il contrario, hauendone egli assortite molte di rame di uarie effigie di piu I mperadori: due d'alcuni, d'altri tre, e quattro ancora, tutte d'un solo, e d'uno istesso cognio, come chiaramente ueder si può.

79.
PERCHE GLI ANTICHI POSERO PIV ARTE, E
maggior bellezza nelle medaglie di rame, che in quelle d'oro, o d'argento, e della dignità di quelle: perche le due lettere S. C. non segnarono nelle monete d'argento, e d'oro, come in quelle di rame si fecero. C ap. XIIII.


    MA LA cagione, che gli antichi nelle medaglie di rame ponessero piu arte, e maggior diligenza, con moltitudine di belle figure, e uaghe inuentioni ( come credono alcuni ) che in quelle d'oro, o d'argento, sarà quella, che riferisce P linio delle gemme intagliate nel libro XXXIII. cap. primo, dicendo. Q uesto ha uariato la lussuria per molti modi, come tutte l'altre cose, aggiugnendo gemme di esquisito splendore aggrauando le dita di grandiβime ricchezze', di poi con lo scolpire uarie effigie, accioche altroue fosse l'arte, altroue la materia in pregio.

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