Full text: Angeloni, Francesco: LA HISTORIA AVGVSTA DA Giulio Cesare infino à Costantino il Magno

521.

nonstructural

522.
Costanzo Cloro.


   COstanzo Cloro nacque in Roma di Eutropio, e di Claudia persone di nobilissima stirpe. Fù con Galerio Valerio Massimiano dichiarato Cesare, & adottato nell'Imperio da Diocletiano, e da Massimiano Erculeo. Hebbe incontro il solito honore delle medaglie; la prima delle quali, rappresentando la testa laureata, e lettere: CONSTANTIVS NOB. CAES. mostra nel rouescio il simulacro in piedi del Genio, co'l Cornucopia,
   1. e la Patera, con inscrittione: GENIO POPVLI ROMANI ANT. secondo s'è veduto poco appresso in Diocletiano. Era il Genio vn Nume domestico, e proprio di ciascuno; poiche a gli huomini, alle Città, alli fiumi, ai libri, alli Popoli, al Senato, & ad ogni cosa dauasi il Genio: quello però, di cui si tratta, fù il Genio del Popolo Romano, al quale pur in certi tempi porgeuano sagrifici.
   Si vede in altro rouescio la Dea Moneta in piedi, co'l Cornucopia, e le bilancie, con lettere: SACRA MONETA AVGG. ET CAESS. NOSTR. secondo s'è rappresentata altro ue.
   Parimente la Concordia de'Soldati stà in diuerso rouescio espressa con due figure, che giungendosi le destre, si vede loro sopra vna piccola Vittoria, che solleua il serto verso il capo dell'vna di esse, potendo questa essere l'Imperadore, e vi si legge: CONCORDIA MILITVM: secondo s'è veduta in Floriano.
   La medesima figura, che rappresenta l'Africa, descritta nelli due precedenti Imperadori, si raccoglie in altra medaglia di Costanzo con testa laureata, e'l titolo di Cesare.
   Si dimostròin Erculeo il simulacro, per quel, che io mi creda, della Dea Salute in piedi, con alcune frutta in amendue le mani, e lettere: SALVIS AVGG. ET CAESS. FEL. KART. l'istessa si vede nel rouescio di Costanzo Cesare.
   Nel ripartimento fatto dell'Imperio, toccò a Costanzo la Gallia, la Spagna con l'Africa e l'Italia: ma le due vltime egli ricusò, viuendosi contento delle prime. Fù di natura piaceuolissimo, & hebbe in dispregio le ricchezze, non vsando nell'ordinaria sua mensa, se non vasi diterra. Prese per prima sua moglie Elena, che gli partorì Costantino detto il Magno: ma fattogliele ricusare gl'Imperadori suddetti all'hora, che lo crearono Cesare, gli conuenne di sposare Teodora figliastra di Massimiano. Trattò sempre Costanzo humanamente, e con molta clemenza i Cristiani, e fù in ogni sua parte buono, humano, e pieno di virtù. Finalmente Principe tanto pio, chiuse anch'egli nella Città di Eborace in Brettagna i giorni suoi nel decimo terzo anno dell'Imperio; e fù annouerato fra' Diui, secondo la vsata superstitione de gli antichi. Se ne raccoglie il segnale in medaglia con testa velata, sopraui la Corona d'alloro, e lettere: DIVO CONSTANTIO PIO PRINCIP. con
   2. l'Aquila nel rouescio in piedi, con ale distese, e'l capo riuolto all'indietro, & inscrittione: MEMORIE AETERNAE, come in Erculeo s'è veduta.
   Ma co'l capo parimente velato, e lettere descritte, si dimostra nel rouescio d'altra medaglia, la Statua dell'Imperadore sedente, in atto di pacificatore, con tali parole: REQVIES
   3. OPTIMO MERIT.
Elena

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