Full text: Angeloni, Francesco: LA HISTORIA AVGVSTA DA Giulio Cesare infino à Costantino il Magno

461.

do, che alcuno faccia mentione se non delle sue auuersità: se però non se ne volesse trafre argomento da quello, che riferisce Eutropio, che per la infelicità di cotal Principe, ouero per la sua dapocagine, i Germani scorsero l'Italia fino a Rauenna; e potrebbe essere, che egli astretto dal pericolo si trasferisse a discacciarneli, e hauesse in ciò alcuna prosperità, onde fosse poi stampato detto rouescio con la Vittoria, rendendosi cotal cosa più verisimile dal vedersi, che lo scudo, sopra del quale essa appoggia la mano, è di forma assai grãde, e di quella sorte appunto, che l'vsauano i Germani.
   Condottosi Valeriano a guerreggiare con Sapote Rè de'Parti, o fosse sua mala sorte, o che vi s'interponesse il tradimento dialcuno, si trouò a combattere in luogo, che non valendogli le forze, o la militare disciplina, o altro ripiego migliore, fù dato prigione nelle mani del Rè, vedendosi da ciò, che in vn hora, & in vn momento ditempo, la Fortuna è bastante ad annichilare vn Imperio. Della qual vittoria gloriandosi molto il Barbaro, ne scrisse a tutti li Rè suoi amici, e si seruiua di Valeriano come per scabello nel montar suo a cauallo, ponendogli il piede su'l collo, e questo è ciò, che di lui può scriuersi: già che la sua vita in cotal seruitù terminò miseramente.

462.
Mariniana.


    D I Mariniana non truouo seritto, se non che fù moglie di Valeriano, e madre di Valeriano Cesare: volendosi, che il Padre hauesse altra moglie; della quale nacque Gallieno. Se ne vede l'effigie velata in medaglia, con inscrittione: DIVA MARINIANA.
   4. & contiene nel rouescio il Pauone in faccia, in atto di far sua pomposa ruota, leggendouisi:
   5. CONSECRATIO. S. C.
   In altro rouescio con testa, e lettere notate, stà il corpo ignudo di cotale Imperadrice sedente su'l dorso di vn Pauone, insieme con tali parole: CONSECRATIO. essendosi detto
   6. altroue, che il Pauone era segnale della consecratione delle Imperadrici, fatta secondo l'vso antico.

463.
Publio Licinio Valeriano Cesare.


    I L giouane Valeriano fù figliuolo del già descritto, e di Mariniana, e fratello, per Padre, di Gallieno, di bellissimo sembiante, modesto, e di eruditione riguardeuole, rispetto l'età, allegro, e se parato dalle dissolutioni del fratello. Dal Padre assente, fù chiamato Cesare, e'l fratello, in fine lo dichiarò Augusto. Fù ottimamente educato, e miserabilmente fornì, con Gallieno, la vita, essendo stato sepellito il suo corpo da Claudio appresso Milano. Truouasi l'effigie di cotal giouane senza Corona, e con lettere: P. C. L. VALERIANVS NOB.
   7. CAES. contiene nel rouescio la figura di lui in piedi, armata di corazza, che stringe con la
   8. destra vna Insegna militare, si appoggia all'hasta con la sinistra, e v'è tale elogio: PRINCIPI IVVENTVTIS, che era il primo titolo, che si daua a'figliuoli, fratelli, o nepoti de gl'Imperadori giouinetti.
   La memoria della Consecratione fatta di lui do po morto, appare in medaglia con testa, e lettere: DIVO CAES. VALERIANO, & hà nel rou escio l'Ara con sopra il fuoco, essendoui
   9. scritto: CONSECRATIO.
Ma

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