Full text: Angeloni, Francesco: LA HISTORIA AVGVSTA DA Giulio Cesare infino à Costantino il Magno

458.

& incontratosi appresso l'antico Municipio di Terni dell'Vmbria, con Gallo, e con Volusiano il figliuolo, iui attaccò con essi il fatto d'armi; nel quale gli auuersari restarono estinti: essendosi dapoi amendue gli eserciti amicheuolmente congiunti. Si raccoglie l'effigie di
   1. Emiliano laureata in medaglia con lettere: IMP, CAES. AEMILIANVS P. F. AVG. e co'l Genio del Senato, che solleuando cõ la sinistra vn ramoscello d'alloro, o d'oliuo, pare, che cõ quello prometta vittoria, e pace al Romano Imperio, mentre co'l tenere la destra sopra il pomo della spada, che gli pende dalla cintola, minaccia ad vn tempo gl'Inimici di presta guerra, standosi all'vna, & all'altra sempre apparecchiato, e vi si legge: P. M. TR. P. IMP. COS. II. P. P. S. C. nel che si dimostra, che egli conseguì dal Senato gli honori, e li titoli soliti darsi a gl'Imperadori; così fatto rouescio si è veduto in Gordiano Africano.
   Si truoua altra medaglia dell'istesso Emiliano, con testa, e lettere descritte, e co'l simulacro d'Apollo ignudo, che porgendo con la destra vn ramoscello di lauro, posa sopra la lira la sinistra, come s'è veduto in Gallo, e v'è scritto: APOL. CONSERVAT. S. C. il che giudico si facesse per denotare alcun publico voto fatto per la cõseruatione di lui nel tẽpo, che continuaua ancora la peste per tutto il Mondo, Tiene Apollo il mezo dell'vniuerso, e nel tutto diffonde la virtù sua; onde ne fù detto cuore del Cielo; l'armonia del quale, mossa da lui con proportione, si rappresenta nella Lira; percioche stando egli iui mezo, tosto, e tardi il moue, secondo gli è in piacere; e benche nel tempo di detti Imperadori hauesse, con la virtual sua potenza, cagionato in questo basso Mondo la peste, & altri mali; dimostra tuttauia nella presente medaglia alcun segno di volerli far cessare; mentre porge l'Oliuo segnale di pace, o siasi il lauro a lui dedicato, che per sè solo, a molte infermità è salutifero.
   Recò veramente Emiliano la pace all'Imperio, mentre con la vittoria conseguita de'Sciti,
   2. ricuperò le Prouincie, e l'honore perduti da Gallo; e però tengo si stampasse la medaglia con testa, e lettere simili all'altre, con Donna in piedi, che appoggiando il sinistro gomito sù vna Colonna, in atto di riposo, porge con la destra mano vn ramoscello d'Oliuo, con parole: PACI AVG.
   Si raccoglie in medaglia con testa laureata, e titoli: IMP. AEMILIANVS PIVS FELIX
   3. AVG. che Emiliano celebrò i voti Decennali, hauendo nel rouescio la Corona di Alloro, nel cui mezo stà scritto: VOTIS DECENNALIBVS. S. C.
   Mentre Emiliano si prometteua di tornar libere la Tracia, e la Mesopotamia, e di racquistare le due Armenie discacciando da qualunque luogo gl'Inimici del Popolo Romano, e che vi si andaua disponendo, solleuatisi li Soldati, ch'erano nell'Alpi, elessero per Imperadore Valeriano; la cui nobiltà commosse tanto gli animi de'Soldati di Emiliano, sapendo, che egli era nato di vilissima schiatta, che prima di commettere per tal conto la guerra ciuile, elessero di vcciderlo, come secero, e dieronsia Valeriano huomo di dignità Censoria; il quale fù successore ad Emiliano, che di quaranta anni terminò la sua vita, hauendo intorno a quattordici mesi Imperato.
Valeriano

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