Full text: Angeloni, Francesco: LA HISTORIA AVGVSTA DA Giulio Cesare infino à Costantino il Magno

412.

   Grandi acclamationi, & annuntij buoni furono fatti dal Senato in prò de'due Gordiani, e sopra tutto, che desideraua vederli vittoriosi: la onde co'l fine, stimo io, di mostrare, non pur la volontà, ma la quasi certa speranza conceputa, che riporteriano la vittoria de' publici Inimici Massimini; la quale, con l'esser essi fatti Imperadori, pareua al Senato, che fosse di già ottenuta, stampò l'altra medaglia al vecchio con testa, e lettere già dette: mostra nel rouescio la Vittoria, che affrettando il passo, porta nella destra vna Corona d'alloro, e sostiene con la sinistra la palma, leggendouisi: VICTORIA AVG. S. C. il qual concetto mi si conferma dal non trouarsi rincontro d'alcuna vittoria ottenuta da essi Imperadori. Simil rouescio s'è veduto in Nerone.
   Ma non contento di ciò il Senato, stampò l'altra medaglia con testa, e titoli descritti, e
   3. con huomo togato, e graue, in piedi, che solleuando con la destra vn ramoscello d'oliuo, tiene la sinistra sù la spada, che gli pende dal fianco; ev'è scritto: P. M. TR. P. COS. P. P. stimo, che con tale figura si voglia intendere il Genio del Senato, del cui corpo era Gordiano; e che l'Oliuo, e la spada dimostrino il concetto spiegato altroue, che il Senato Romano era disposto egualmente alla guerra, & alla pace.
   In quel mentre, che i Gordiani, standosi in Cartagine con la Maestà loro Imperiale, attendeuano a quello, che per mantenerla restaua da fare, si leuò contra di essi Capelliano, Rettore de' Mauri, persona di vita priuata, e posto a quel carico da Massimino, e che sem pre passò poca intelligenza co' Gordiani; e spinto con grosse forze verso Cartagine per opprimerli, fattoglisi incontro il giouine Gordiano, questi per la peritia dell'auuersario, e delle sue genti, restò disfatto, e morto. La qual rotta, e perdita del figliuolo, tanto percosse l'animo del vecchio Gordiano, che considerata la insta bilità della fortuna, e quanto erano li mouimenti di quella varij, e fallaci, annodatosi il collo con la cintola, con cui si cingeua, fornì ad vn tratto la vita, e l'Imperio; il quale vn anno, e sei mesi fù loro conceduto; & amendue annouerò il Senato fra' Diui.

413.
Fabia Orestilla.


    F Abia figliuola di Annio Seuero pronepote di Antonino, fù moglie di Gordiano suddetto. Hebbe di lei due figliuoli; vno de' quali ascritto tra' Consoli, fù con esso chiamato Augusto, e poscia da Capelliano vcciso in guerra appresso Cartagine. Il medesimo Gordiano giouane fù illustrato dal Padre co'l nome di Antonino, e si tiene, che il terzo Gordiano fosse Nepote di questo: ma in ciò variano gl'Historici.

414.
Metia Faustina.


    M Etia Faustina fù figliuola della sorella di Gordiano, e moglie di Giunio Balbo, e n'hebbe vn figliuolo, che fù Gordiano il terzo, stimato Nepote dell'Africano, secondo il parere di alcuni.

415.
M. Antonio Gordiano Africano figliuolo.


    M Arco Anto nino Gordiano secondo, e figliuolo del primo, e di Fabia Orestilla, fù di buoni costumi, ed attese a gli studij. Promosso alla Questura da Eliogabalo, &
Oo alla

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