Full text: Angeloni, Francesco: LA HISTORIA AVGVSTA DA Giulio Cesare infino à Costantino il Magno

357.

supera per forza, e gitta in terra vn huomo, se non sarà stato da lui ferito, non lo lacera, nè l'offende se non con leggerissima scossa. Il fulmine anch'egli è segnale di clemenza, non adoperandosi in pregiudicio di coloro, che non sieno degni di castigo. Ma l'animo dell'Imperadore fù dalle calunnie de gli Alessandrini di soucrchio stimolato, nè pertanto si contentò di correggerneli altramente, che con l'adoperare il fulmine della sua potenza per atterrarli: benche veramente seguitasse cotal' aspro castigo più la fiera natura di lai, che la mansuetudine, el'equità, solendosi da'Principi generosi castigarei colpeuoli ad oncia, e conceder la clemenza senza misura.
   Desideroso Antonino di conseguire il titolo di Partico, secondo lo teneua di Britannico, e di Germanico, pensò di adempire in ciò la sua voglia con inganno: onde persuase ad Artabano, che n'era Rè, il concedergli la figliuola per moglie, come seguì; & incontratolo con magnificenza Reale a' confini, mentre la Nobiltà, & altra moltitudine de'Parti disarmata se ne venne con le corone di fiori per far mostra, enon per combattere, accompagnando dital guisa il Rè loro; fattala l'Imperadore circondare da'Soldati, questi incominciarono ad vn tempo ad vcciderla; & appena Artabano, & alcuni pochi, si saluarono con la fuga. Fece Antonino di roba, edi prigioni gran preda, hauendo danneggiato le Città, e li Borghi co'l fuoco; eritornatosene in Mesopotamia, auuisò di colà il Senato d'hauer debellato l'Oriente, e che quei Popoli, e Nationi erano in suo potere; la onde non sapendosi la verità del fatto, se ne fecero in Roma molte allegrezze, fin co'l porre le Statue di lui per tutte le porte, e co'l sacrificare a Gioue Ottimo Massimo per la sua salute: vedendosi, che la medaglia, con testa laureata, e lettere: M. ANTONINVS PIVS AVG. GERM. ne dà
   28. segno: contenendo nel rouescio il simulacro di Gioue sedente in gran maestà, che appoggiato con la sinistra all'hasta, sostiene con la destra vna piccola Vittoria alata, che verso di lui stà porgendo la Corona, & hà parimente a'piedi l'Aquila, vccello attribuito a Gioue, leggendouisi: P. M. TR. P. XX. COS - IIII. P. P. S. C.
   Vscito Antonino dal Paese de'Parti, e condottosinella Mesopotamia, doue per la quantità de'Boschi poteua esercitarsi a suo piacere nelle Caccie, fù in esse tanto frequente, che per opera di Macrino, il quale gli succedette nell'Imperio, restò finalmente ferito frà certi spessi arbori, da Martiano, l'vno de'suoi Custodi; mentre chinato adempiua certa sua necessità; e nell'età di quarant'anni, esei d'Imperio terminò colà l'infame sua vita.

358.
Plautilla Augusta.


    P Lautilla figliuola di Plautiano Prefetto delle Coorti Pretorie, fù da Seuero data per moglie al figliuolo Bassiano; e benche non fosse da lui amata, n'hebbe nondimeno vn figliuolo; co'l quale, dopo l'vccisione seguita del Padre di lei, andò relegata nella Sicilia, & indi a non molto, d'ordine del crudo marito, furono amendue vccisi. S'è già veduta l'effigie di Plautilla in altra medaglia, trà quelle di Bassiano Antonino. Ma nondimeno anche la seguente hò giudicato di quì riporre, douem'è accaduto il far di lei mentione; massimamente, che queste sono in paragone dell'altre, assai rare, &
   29. hauute in pregio. Vedesi dunque la testa, con inscrittione: PLAVTILLA AVGVSTA, e nel
rouescio

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