Full text: Angeloni, Francesco: LA HISTORIA AVGVSTA DA Giulio Cesare infino à Costantino il Magno

32.

33.
IL TEBRO FESTANTE
Per
L'HISTORIA AVGVSTA
Del Signor
FRANCESCO ANGELONI.


DI
DOMENICO GILBERTO.


GIà cadeuan nel Mar l'ombre, e le Stelle,
E sorgea l'Alba innamorata in Cielo,
Con diadema di lampi, e di fiammelle,
Bianca il piè, bianca il sen, bianca il bel velo;
E tergendo gl' Augei l'inculte piume,
Stauan lieti aspettando il Rè del lume.

A l'hor, che'l TEBRO, incoronati i crini
Di mille palme, al corso il piè sospese;
Due argini spumanti, e cristallini
Fè di se stesso, e l'onda in alto ascese:
Sorse il TEBRO FESTANTE, e gl'occhi affisse
Ne la Reggia del Mondo, e così disse.

O Reina immortal, quanto i tuoi Numi
Furono vari, ed incostanti i Fati?
Tù gl'Alberghi primieri in mezo a i dumi
Alzasti, e fur le siepi i tuoi steccati;
Nè fosti, che trà giunchi, e trà vil canne,
Vn ridotto di Gregge, e di Capanne.

Indi con forte, e generosa mano
Drizzi a i Numi del Ciel Templi, ed Altari;
Bellicosi recinti ergi dal piano,
E formi d'ampio Vallo alti ripari:
Poi ristretta in Città più t'assicuri,
E d'inuitte Falangi armi i tuoi Muri.

†† Esci

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