Full text: Lanzi, Luigi Antonio: La Real Galleria di Firenze accresciuta, e riordinata per comando di S.A.R. l'Arciduca Granduca di Toscana

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tevano non appartenerle. Quando 
essa fu giunta al trono, era anche 
massima di stato il coltivar questa 
opinione, e l'innestare la religione 
alla politica. Dicevasi che l'impero 
era finalmente tornato nella famiglia, 
onde prima usci; che il Palladio era 
di nuovo in man di quella prosapia, 
per cui discese dal Cielo; che il fuo 
co frigio era tornato a rilncere nel¬ 
la casa di Enea; che que’ Penati, e 
quegli Dei cacciati dalle lor sedi. 
fuggitivi, ed erranti per lungo tem 
po, avean finalmente ricuperato più 
che non avevan perduto. Concorre- 
vano ad accreditar queste favole i 
grand’ ingegni de' Poeti allora viven- 
ti; un Virgilio che gli finge rivela- 
tori della fortuna di Roma, e di Au¬ 
guſto tanto prima che avvenisse; 
(Aen. III. ) un Ovidio (Fast. I.), 
e un Tibullo (L. II. ), che gli fan 
venerore da Carmenta, e dalla Sibil- 
la prima che in Italia sian giunti. I 
versi di costoro, e degli altri poeti, 
che sempre valsero assai ad accalo- 
rare la fantasia, e a dirigere la ma- 
no degli artisti; i decreti del Sena- 
to, che fecero a Vesta aver luogo 
e tem¬
	        
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