Full text: Rastrelli, Modesto: Illustrazione istorica del Palazzo della Signoria detto inoggi il Palazzo Vecchio

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parte di mano di Cecchin Salviati; e l'incrosta- 
tura delle colonne con vari fogliami, e frutti 
è lavoro di Marco da Faenza, celebre in tali 
opere 
CAPITOLO XIII. 
Descrizivne del Salone, Statue, Pitture et. 
Ornato Cosimo Primo ad abitare nel Palaz- 
zo della Signoria, fu suo primo pensiero di 
farlo rimodernare, e render vaghe, e magnifi- 
che le stanze, che lo componevano: in seguito 
si occupò nella restaurazione del gran Salone, di 
cui si è parlato nelli scorsi Capitoli: questo Sa¬ 
lone, come abbiamo veduto, ebbe la sua prima 
forma bassa, e sproporzionata. Cosimo pensò di 
renderlo di conveniente altezza, e che non di- 
scordasse alla vastità del medesimo: l'occasione 
che lo mosse a ridurlo nella presente forma fu- 
rono le accennate Nozze del Gran Principe Fran- 
cesco. Dato pertanto l’ordine a Giorgio Vasa- 
ri si venne all'esecuzione di questa grande im- 
ptesa. Ma prima di riportare ciò che dice in 
dettaglio il Vasari nella Vita del Cronaca, e 
nella sua propria, fa d’uopo l'esporre quanto 
lasciò scritto, parlando di Baccio Bandinelli, av- 
vegnachè sia un poco lunga la narrativa. Dice 
dunque cosi 
Aveva il Duca Cosimo lasciato di abita- 
re il Palazzo de’ Medici, ed era tornato ad a- 
bitare con la Corte nel Palazzo di Piazza, dove 
già abitava la Signoria, e quello ogni giorno 
andava accomodando, et ornando, et avendo 
detto a Baccio che farebbe volentieri un Udien- 
za
	        
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