Full text: Bracci, Cesare: Della cappella de' Ser.mi Granduchi di Toscana nella Chiesa di San Lorenzo in Fiorenza

DELLA CAPPELLA 
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datore, il gran Ferdinando, io l'hò per imper¬ 
cettibile, poiche vi vorrebbe per inuestigarlo l'al- 
te(za del suo intelletto. a potria dirsi, 
che si come Iddio diede a lui tal pruden(a, che 
non solo ne resse con felicità il suo Stato, ma il 
ondo; cosi egli a tanto dono cercasse corris¬ 
pondere con la fondatione, e dedicatione di vn 
mondo di finissime, e pretiosi ssime gioie : e forse 
è di quelli, che dall Insegna Serenissima della 
Caja, per maggior prospettiua, fu leuato: essen¬ 
do che prima erano molti, & hor sei ve ne ris¬ 
plendono: onde si potrebbe fare argomento di che 
stima, e pregio siano quelli, che vi si mirano. 
Vogliono alcuni, e tale è la fama, che li Ar- 
chitetti, ò Ingegnieri persuadessero al Prencipe 
della Casa, che tolto via dall Insegna alcuno de 
Globi, attorniando lo Scudo de gli altri sei, ne 
haverebbe fatto prospettivapiù vaga. Il che 
mentre sia, pare a me, che cosi grand huomini 
non tanto gli aggiunsero di vaghez za, quanto 
gli poterno levare de propri significati. Nel mo¬ 
do a punto che auuenne delle Colonne del Tem¬ 
pio di Giove capitolino, di cui di sotto faremo 
particolar mentione, le quali in Atene hauendo 
proportionata grossezza alla longhe (Za: por¬ 
tate poi a Roma, assottigliate, e pulite, non ri¬ 
ceuer¬
	        
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