Full text: Volume V (5)

VIAGGIO 
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to. Similmente una gleba di terra scura, o piutto- 
sto nera, alquanto pingue, che aveva impastate in- 
sieme sottilissime foglie di Galestro, tinte di certo 
colore ferrugineo: anzi questa palla di terra pingue 
nelle sue viscere aveva non so che di nero, che pa- 
reva una tintura, o sfumatura ferrigna, ed era fra- 
gile, ed alquanto pesante. 
In un Bosco di Castagni per uso di Pali, che è a 
mano destra della via, non molto avanti d’arrivare 
all' Oſtería di Trogbi, osservammo, alcune piante di 
Linum. Lichen. Muscus. 
Passata questa Palina, o Bosco di Castagni, dalla 
medesima parte della strada, in un campo di Rena, 
o Tufo disfatto, che riesce accanto all' Ostería di 
Troghi, vi è un tumolo, o poggiolino del medesi- 
mo Tufo, ma duro, lasciato isolato, e non coltiva- 
to. Nella sommità di questo, e per le sue pendici 
scanalate dalle pioggie, trovammo alcune Glebette d' 
una terra di colore di fuori scuro, dentro poi in 
gran parte simile, e quasi nera, in altri più chia¬ 
ra. Altresi alcune Geodi piccole di crosta nerissima, 
ed alquanto ferrigna, con quattro, o cinque cavità 
ripiene, ma non in tutto, di Ocra ranciata. 
Subito intorno a Troghi cominciano i Tusi di di- 
versi colori, ma perlopiù del loro proprio, cioè lio¬ 
nato, o tufaceo, i quali continuano poi per tutto il 
Valdarno, e sono credo io, reliquie del renaio dell' 
antico Padule d'Arno. 
Per la ſtrada detta la Felce Nuova, in più luoghi 
osservammo filoni di Galestro, e Alberese, coperti dal 
Tufo sopraddetto. 
In una sceſa vicino a dove la Felce Nuova si riu- 
nisce colla Vecchia, a mano destra della strada vi è 
un fossato, o burrone tutto dirupato. Di là dal det- 
to Burrone in un dirupo di monte si distinguono a 
ma¬
	        
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