Full text: Volume I (1)

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MARMI DI PISA. 
ferirò loro quel tanto che ho osservato sopra delle 
più ragguardevoli Pietre antiche (cioè delle quali o 
non si la dove fosse la Cava, o ella è resa esausta, 
o sivvero vietata) che in Pisa si conservano, tan¬ 
to più, che tal descrizione contribuirà ad intendere 
qualche passo d’antichi Scrittori, e scuoprirà qual- 
che abbaglio de moderni. 
Marmi del Duomo di Pisa. 
DRincipiando adunque dalla prima delle quattro più 
stupende fabbriche di Pisa, cioè dalla Chiesa Pri- 
maziale, la quale, insieme coll’altre tre circonvici- 
ne, è stata accuratamente descritta dal Can. Giuseppe 
Martini, in uno splendido Libro intitolato Theatrum 
Basilicae Pisanae: la maggiore, e più considerabile 
parte delle pietre, di cui è costrutta questa sontuosa 
Basilica fondata l'anno 1063. , e altresi il Batisterio 
il Camposanto, ed il Campanil torto, si è Marmo bian- 
co di Monte Pisano *. Certamente ve ne sono pezzi 
grandissimi, e ben lavorati a scarpello, che agevol¬ 
mente mostrano la loro tessitura e colore. Oltre a 
quel tanto che ne dissi a c. 284, fa di mestieri nota- 
re, che da’ pezzi posti in opera in queste e in altre 
fabbriche, chiaro si conosce, che il Marmo di Mon- 
te Pisano non è tutto similare, ed uniforme nella 
grana e nel colore, come il Bianco di Carrara; ma 
è in gran parte di natura di Misto; poichè in questi 
laſtroni, si vedono le macchie e linee irregolari, do- 
ve giallognole, dove pallide, dove rosse di varj gra- 
di, dove verdi dilavate, e dove più bianche che 
non è il fondo. Nelle lastre del pavimento consuma- 
te dal calpestío, si distingue aver’ esse differente du- 
rezza anco nella ſteſſa pietra, e ciò da risalti for¬ 
mati 
(1) V. Vasari Vite de' Pittori P. 1. 15.
	        
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