Full text: Volume I (1)

FORMAZIONE DEL TARTARO. 
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Riflessioni intorno alla formazione del Tartaro. 
DArvemi ancora in questa Cantina di vedere la ma- 
niera, colla quale si forma il Tartaro, o Stalatti- 
te. Da una parte era uno stillicidio, o gemitivo d’ac- 
qua, che penetrava dal Campo superiore: nello spa- 
zio bagnato dal gemitivo, era un' incrostatura di Tar¬ 
taro fatto a piccole papille, la superficie delle quali 
era coperta d'una pellicina di materia biancastra, 
consistente come unguento , che toccata, appariva 
simile a quel velo, o cremore, che forma il Bianco 
da muraglie, quando si tiene coperto d’acqua in un 
vaso. Non lasciava sulla lingua sapore alcuno, ma 
vi lasciava bensi una traccia, come se fosse stata fior 
di terra: prosciugata che era sulle dita, restava pol¬ 
vere finissima bianca, un poco ruspa, e finalmente 
esposto all'aria un pezzo di quella crosta, sulla qua¬ 
le era, doppo alquanto tempo si prosciugava, e si 
attaccava tenacemente a quelle papille di Tartaro, 
che prima vestiva. Io crederei che l'acque piova- 
ne, insinuandosi tra questi massi, composti per lo più 
di Selenite , o Gesso, possano raderne un velo sotti- 
lissimo, e poi depositarlo dove si rallenta il moto 
loro. Intorno alla formazione del Tartaro, si può 
aggiugnere quello che dissi a car. 169. e merita d’es- 
ser letta l'Epistola Itineraria terza di France sco Er¬ 
nesto Bruckmanno, intitolata: de Bellariis Lapideis Lipto- 
viensibus Hungaricis 
Viaggio da S. Giovanni alla Vena a Cucigliana. 
Oppo pranzo ſalii verso le pendici del Monte 
che sovraſta a Cucigliana, vestite a basso d’Uli- 
veti, e in alto di Pinete. Qui mi si presentò avanti 
la prima volta 
Thy-
	        
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