Full text: Del Migliore, Ferdinando L.: Firenze, città nobilissima

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S. Apostolo. 
nescouo di Firenze quiui sepolto, col Pitassio che segue, elegantemen¬ 
te disteso con lode della 'ntegrità, in ordine al candor virginale, qual 
dicon mantenesse illibato. 
M. 
ANTONIO ALTOVITAE ARCHIEPISCOPO FLOR. 
VITAE INTEGRITATE LITTERARVM SCIENTIA 
AC MORVM SVAVITATE INCOMPARABILI 
IO. BAPTISTA FRATER P. OBIIT AN. SAL. MDLXXIII. 
V. KAL. IAN. VIX. AN. LII. M. V. D. XX. 
Il collocarsi i Corpi de Vescoui sotto gl'Altari, si riconosce osserua. 
to nell' antico, acciò, dice il Cardinal Bona, ne' lor successori fos- 
se vniforme il desi derio, alle cose della Fede. 
8 Cappella degli Acciaiuoli, creduti Consorti de Ferrieri diVer- 
celli. Per esser questa [ in cui oggi si veggono figure di Luca della 
Robbia, adattate per ornamento della Custodia del Santissimo J stata 
già, come è anche di presente se s’ osserua, l'Arca Se pulclare di Do- 
na to Acciaiuoli figliuolo di Mannino, morto nel 1333. ascendente ad 
Agnolo Cardinale Ostiense, & a' cinque Duchi d Atene, vsciti da 
questo chiatissimo stipite, si rappresenta à chi non sapesse l' etimolo¬ 
gia di questo nome Arca, vna bellissima erudizione, grata, quanto 
recondita; essendo chè, non sarà noto, l'Arca che si dice dall'Arco 
alzato sopra a' Sepolcri a guisa di Padiglione, o Clamide reale, co- 
me si vede questo e quelli nella facciata di S. Maria Nouella, essersi ap- 
partenuti, a ſtare sul rigore degl! Anni, a' Signori e Principi di Sta- 
to, e dipoi addolcita questa esterna onorificenza, s’ vsò in Firenze o- 
norarne i Caualieri dello Spron d' oro e i descendenti loro fino in 
terzo grado, per segno d'essere stati coperti in vita, col manto dell 
onore, e gl'altri, non arri uati a tanta chiarezza, non auerebbero ar- 
dito seppellirsi con l'Arco, senza sospetto di riportarne quel biasimo, 
che si corregge più, e meno dal rossore, quanto la pretensione non 
meriteuole di conseguirlo, s’ allontana dalla ragione: vn caso ce lo 
dimostra in Mone Fantini, il quale, benchè fosse stato Vomo ricco e 
di Repubblica, seduto de' Dieci, nulla dimeno, persuaso a lasciarsi vn' 
Sepolcro di quella sorta, rispose, con ilarità d'animo, non soffogato 
dall' ambizione, a me l'Arca? che sono stato Vinattiere? non 
piaccia a Dio, che io lasci a' miei Concittadini, vn' esemplo, cosi 
distratto dalla ragione. I primi in Firenze a vsar qnesta soggia di 
Sepoltura cosi alla grande, dalla quale n’ eran succeduti i Cassoni vsa- 
ti nelle Camere de' Nobili, dipinti di Storie, e d'altre fantasie, se- 
condo il Vasari nella Vita di Dello, furono gli Abbruciati, chiamati 
per questo da Dante, quei dell Arca, ritenendola nell' Arme genti- 
lizia. Al lati adunque di questo Sepolcro, è il Leone degl'Acciaiuoli, 
rampante
	        
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