Full text: Del Migliore, Ferdinando L.: Firenze, città nobilissima

Di S. Maria Nuoua. 
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men degna da gloriarsi, o il solleuare le calamità, o il contracam. 
biar con premio la generosita de sucditi, ed anche costa vi s' attri- 
buisse la Tassa d'ogni Traino di legname condotto nella Citta. Rigo- 
roſa era la pena assegnata dallo Statuto Fio entino Rub. 50. del Lib. 3. 
a chi auesse tentato d'occupare i beni dello Spedale, assegnandone la 
cura d'eseguirla al Potestà, e al Capitano ellecutor degl'ordini della 
Giuſtizia, con quel medesimo vigore, co'lquale s' estese in generale 
per disposizione del Concilio Gangrense, in ordine ad vn decreto 
di Carlo Magno, che comandaua la difesa delle cose per si fatto mo- 
do lasciate a beneficio de Poueri. Nel 1398. venne esenzionato dalle 
preſtanze, e dazj douuti al Comune, il che gli si confermò dipoi nel 
1425. con solennita di Voti pienasene la Sala del Consiglio, portata 
l'opera al fommo della lode da Vomini ſauitsimi, a quali toccò a fa- 
ve llarne, ricordando a Padri lo zelo stato negl'antenati loro in pro 
sevuirla, massime con vn Priuilegio dell Anno 1329. per il quale vo¬ 
leasi che le cause dello Spedale sommariamente, senza strepito, o 
figura di giudizio fi spedissero, da non si ricercare il consiglio del Sa¬ 
vio, rimosto l'appello, e la nullita nelle fauo reuoli, si manda ssero 
ad essecuzione, non ostante le ferie, o giorni priuilegiati per lo Co- 
mune; e come proseguendo essi in feruore, per altre due delibera- 
zioni vna del 1340. e48. si dispose, che potesse pigliare qualunque 
eredità diferita a suoi autori, non ostante che le non adite non si tras- 
mettino; che i Teſtamenti valessero scritti da persona priuata, senza 
Testimoni sufficienti, mancheuoli delle debite solennità, le quali ne 
meno si rich iedessero nel proceder di ragione, o de fatto iuridica¬ 
mente secondo lo Statuto, camminando per via di multa. 
Eugenio IV. nel 1442. lo liberò dalle decime douute alla Camera, 
il chè confermarono i Pontesici successori fino a Pio V. dichiaran do¬ 
lo nel 1569. esente da Quindeni douuti alla medesima Camera Apo- 
stolica, co motiuo degno d'vn tanto Pontefice oggi di Santiss me¬ 
moria; in dir che, considerata la qualità dello Spedale, e come a 
beneficio di tanti poueri andasse cosi bene impiegato il danaro di tan¬ 
ti pijssimi Vomini, lo giudicana degno di quello sgrauio: con vn 
simil notiuo Giulio II. v'vni nel 1508. S. Leonino a Panzeno, vna 
delle quattro Pievi sottoposteui, cioè, S. Crestina a Glighiano in 
Valdelsa un ta da Leone X. nel 1515. 9. Soffia in Romagna da Cle- 
mente VII. nel 24. e quella di S. Piero a Pitiana nel Valdarno da Giu- 
lio III. nel 52. che fu in ordine al lascito fatto allo Spedale da Giovanni 
di Niccolò Caualcanti, come beneficio antico di sua Casa; maggio¬ 
re però vi s'estende questa iurisdizione, perchè oltre a 15. Priorie, e 
33. Benefici semplici, aspettasegli ancora la soprantendenza di 13. 
Spedali ſparsi per lo Stato, de quali tre sono i principali, il Ceppo 
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