Full text: Del Migliore, Ferdinando L.: Firenze, città nobilissima

Metropoli di Firenze. 
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cia, quando nel 1474. passauasene per Firenze alla volta di Roma per 
voto, ad vn che s'ingegnaua mostrargli, qual'era stata la generosità de 
Fiorentini, non v'affaticate rispose, a bastanza dimostracelo quell'edi¬ 
fizio accennando alla Cupola: che è vn di quegli effetti di perpetua gra¬ 
titudine, che ella farà sempre verso della Patria dimostrando quanto sia 
preualuto l'intuito di Criſtiana pietà ne' Fiorentini, ad ogni lor azzio¬ 
ne celebratissima. Durò la Fabbrica solamente della Cupola, sedici an¬ 
ni, essendosi cominciata a volgere nel 1419. al tempo chera in Firenze 
Martin V. di Casa Colonna; e quando la si fini di serrare, che fù ne' 12. 
di Gennaio del 1434. dicono, che per l'allegrezza di cosa che s'era per 
si lungo tempo desiderata, sonassero tutte le Campane di Firenze, sti¬ 
mandosi, soggiugne l'Ammirato, auuiso di felice augurio a gl' interessi 
della Repubblica, per eſser arriuato in quell iſteſso di nel porto di 
Liuorno Eugenio quarto, che di Roma fuggiua trauestito la suscitata, 
ſedizione del Popolo. Reſtaua il porui ſopra quella bellissima lanterna, 
ſecondo il disegno del medesimo Brunellesco, il quale preuenuto dalla 
morte non ebbe fortuna di vederla finita; onde vi se ne venne a pianta- 
re il primo marmo nel 1437. ed a benedirlo ſali laſsù con tutto il Clero 
Frat' Antonio Arciueſcouo di Firenze, quelli, che oggi venerasi per 
Santo, riferiſce il Mazza Cappellan di quella Chieſa, che vi ſi trouò 
preſente.. La ſi fini nel456. e parimente ſecondo il Bocchi nella preci¬ 
tata epistola latina, a benedirne l'vltimo marmo meſsoui, v andò l'Ar¬ 
ciuescouo Neroni in persona; il detto suo diuersifica nel tempo, regi¬ 
ſtrando egli che ciò seguisse nel 61. VIII. Kal. Maij. Il Petriboni in vn 
suo ricordo M. S. de' molti che fece delle coſe ſeguite in que ſo tempi, 
dice, che quella Palla di rame dorata meſsaui di poi ne 27. di Maggio 
del.1474. tenesse trecenquaranta staia di grano; ed allora si domandò 
sinita tutta la Fabbriea diS. Maria del Fiore, ch'aueua durato cento cin¬ 
quant aquattr'anni, se ben molto prima la si sarebbe terminata, se non 
si foſse ri chieſto, com accenna il Villani, tal volta il tralasciarla per le 
quasi continoue, e disastrose guerre, ch'ebbero i Fiorentini: mai però 
s'è potuta dir finita, e terminata del tutto per il continouo lauorare, che 
vi s'è ſempre fatto, e vi ſi fa di presente, che fin per prouerbio s’vsa dit 
per Firenze, la non sarà già l'opera di S. Maria del Fiore, quando si 
propone al compagno, coſa che la ſi pensi lunga da non finir mai. Il 
Vaſari doppo auer lodato il Brunelleſco, descritto l'artifizio vſatoui, e 
l'inuenzione per condurla a fine, se ben, come dicemmo, non si con- 
dusse a vederla finita, ed anco narratane l'altezza con dire, che la lanter- 
na è trertasei braccia, la Palla quattro, e la Croce otto; vien per vltimo 
a queste parole, per vn'enfasi, o sopr'abbondanza di marauiglia in con- 
siderarne la sublimità, e l'altezza, si può dir certo, che gli Antichi non 
andarono mai tant' alto con le lor fabbriche, nè si messero ad vn risico 
tanto
	        
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