Full text: Del Migliore, Ferdinando L.: Firenze, città nobilissima

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Misericordia Vecchia 
qui si deue auuertire, prima di passar auanti, che doppo quest vnio¬ 
ne come d'altri dodici Spedali raccomandati sotto alla medesima cura, 
se gui il diuidersene le ragioni in due Cor pi destinti, vno sotto il mede¬ 
simo nome, e titolo di S. Maria del Bigallo alias di San Pier Martire, 
e l'altro di S. Maria della Misericordia, ammbidue al gouerno di Capi¬ 
tani. Il che sperimentatosi con lungo andare vno sneruare, e tor di 
vita la virtù, corroborante l'vnioni delle cose, e per tale conosciutosi 
da Padri, arriuata che sù la Repubblica felicemente all'Anno 1425. in 
cui par più che in altro tempo, i Fiorentini non combattuti dall'ester¬ 
ne, e disaſtroſe brighe di Guerra fossero intenti fuor di modo a riac¬ 
comodar lo stato loro, e l'interne direzioni della Città appoggiate al 
giudizio delle Leggi, si deliberò in Senato, che le predette due Com- 
pagnie ſi riunissero insieme ſotto vn medeſimo nome di S. Maria del 
Bigallo, da gouernarsi da otto Capitani risedenti collegialmente a gui¬ 
ſa di Magiſtrato, e che vn segno esteriore ne fosse l'Armi loro ridotte 
in vno Scudo solo diuiso per lo lungo in parte, da vna la Croce rossa 
in Campo nero con vn F, e dall'altra vn M d'oro dalle bande, e dall- 
altra vn Gallo bianco in azzurro con lettere sotto S. M. B. 
Eran fra l'altr Opere di pieta portate da vnvſo antico, il riceuet 
quiui fanciulli, e fanciulle abbandonate da lor Genitori, e Parenti; az. 
zione vmanissima , e che più d'ogn'altra alzando voce dell'accurata di. 
ligenza de' Ficrentini in tener conto del proprio lor sangue, s'era cer- 
cato anche di tenerla in vicore al possbile per mezzo d'vn'amplia, e 
rigorosa disposizione dello Statuto, sotto la Rub. 157. del lib. 3. con 
le secuenti parole Qvicumque inuenerit aliquos Pueros, vel puellas vagantes 
sine custodia, teneatur representare, & assignare in Platea Orti S. Michaelis. 
xel apud Lomum Misericordia I fficiali Leputato per dicium commune, e 
chi nen l'auesse fatto ſi punisse con pena di furto, reputandosi ladro; 
tirati da questa stima ron s'eran asteruti di parlarne con lode, Scritto- 
ri d'alt'affare di que' ten pi, fra' queli il Cocchi altre volte da noi citato 
in quest' Opera, con dire hæec tenet ambiguo Pueros errore vacantes, Nec 
pati pereat nescia turha laris, Ivia sed hoc fido mareant sub culmine donec, 
reddantun Patribus pignora cara suis. EFra Mariano, le cui Opere M. S. 
son eggi nella Libreria c'Ognissanti di Firenze, la considerò, e descris. 
ſe per vna di quelle carità, in cui scorgesi la deuozione de' Toscani. 
Questa cunque giunta ne' te mpi del Prircipato, seguitata ad esercitar. 
si sotto la cura di quel Magistrato, e sentitosi come Paol Terzo Farnese 
aueua per mezzo d'vna sua Bolla ordinato il modo da leuare, e tenei 
cento ce Figliuoli Abbandonati, in occasion d'essersi nel 1541. eretta 
in Roma da alcuni Curiali, e Cittadini, vna Compagnia a que ll'effet- 
to, e trouandosi appunto il Gran Duca Cosimo I. in feruore, e in vn 
veemente desiderio d'operar cose grandi, massi ne l'urgenti, che si sos 
sero
	        
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