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DINTORNI DI NAPOLI
Favorita, magnifico palazzo di pregiata architettura, -
già proprietà del duca Berretta, che lo
edificò a proprie spese e che poi lo vendette al
principe Aci, dal quale in legato passò a Ferdinando -
I Borbone. Da quell’epoca in poi questo
palazzo subi non poche riattazioni ed abbellimenti -
negli appartamenti. Il bosco fu arricchito
di caccia e pesca, e di molti giuochi per ricreare
il popolo al quale si permetteva entrare nella
stagione estiva.
Gli è da qui che si discende nelle rovine d’Ercolano -
e si sale di solito al Vesuvio colla Ferrovia -
funicolare.
Ercolano.
Secondo Dionigi d’Alicarnasso, Ercolano risale -
ad età antichissima, anteriore alla stessa
guerra di Troja. Abitata successivamente dagli
Oschi, Etruschi, Elleni e Sanniti, divenne da
ultimo colonia romana e una delle più fiorenti
città della Campania. Un terremoto la danneggiò -
gravemente l’anno 63 dell’êra volgare, e nel
79 una fitta pioggia di cenere vomitata dal Vesuvio -
la coperse per intero unitamente a varie
altre città della Campania. Plinio il Giovine ci
lasciò la descrizione di questa catastrofe, che
colpi anche Pompei e Stabia e fu causa della
morte di suo zio il naturalista presente sul
luogo. La cenere che seppelli Ercolano era quasi
ardente, siccome si rileva ancora da porte e
mobili in legno carbonizzati. Ma non pare che
questa fosse la causa principale della sua rovina.
Credesi che torrenti di acqua, scesi dai fianchi