Volltext : Engenio Caracciolo, Cesare d': Napoli sacra di Cesare d'Engenio Caracciolo

Il  Costazo,
&  altri  nel
l'historie  de
Napoli.
Il  medesimo -
  nelle
sue  historie
Il  Vasarinel
la  3.p.del  le
vite  de  'Pit
tori,  e  Scul
tori.

NAPOLI  SACRA
478
E  perche  si  è  satta  mentione  del  Castello,  non  sarà  suor  di  preposite
di  far  ramembranza  delle  cose  più  principali  ,  che  qui  si  veggono,  e
sono  vn  bellissimo  arco  trionfale,e  molte  statue  di  tutto,  e  mezo  relie
uo,  con  molti  ornamenti  di  principal  scoltura,  il  tutto  fu  fatto  à  spese
di  Napolitani  in  me  moria  di  quel  giorno  ch'il  Rè  Alfonso  entrò  vitto
rioso  in  Napoli  sù  vn  carro  trionfale  d'oro,dou'era  vna  sedia  pretiosis
sima,  e  sotto  i  piedi  vn  panno  ricchissimo  d'oro,e  per  tal  cagione  li  Na
politani  fecero  venir  vna  gran  quantità  de'marmi  bianchissimi,  &  esser
do  compito,  &  volendo  cominciar  a  porlo  auante  le  gradi  della  portpicciola -
  dell'Arciuescouado  ,  e  perche  impediua  il  lume  delle  case  d
Cola  Maria  Bozzuto  gentil'huomo  del  Seggio  di  Capuana  fù  d'ordine -
  del  Rè  trasferito,  e  posto  nel  presente  luogo,  oue  si  legge.
Alphonsus  Regum  Princeps  hanc  condidit  arcem.
Appresso  è  la  ſtatua  d'Alfonso,  che  stà  sopra  vn  carro  trionfale  sotte
del  Baldacchino  sostentato  da  molti  Caualieri,  oue  si  legge.
Alphonsus  Rex  Hispanus,  Siculus.  Italicus,  Pius,  Clemens
Inuictus.
Il  scultore  di  tutto  questo  sù  Pietro  di  Martino  Milanese  eccellen
ti  ſsimo  in  tal'arte,  il  qual  in  premio  di  ciò  fù  dallo  stesso  Rè  creato  C
valiere,  come  ne  fà  fede  il  sepolcro  di  quello,che  gli  anni  à  dietro  si  vo
deua  nella  chiesa  di  santa  Maria  della  Nuoua,  benche  il  Vasari  dica,  ch
sia  opera  di  Giuliano  da  Maiano  della  villa  de  Maiano  del  poggio  d
Fie  sole
Appresso  si  veggono  due  porte  di  bronzo,  le  quali  suron  satte  d'o
dine  del  Rè  Ferrante  suo  figliuolo,  il  scultor  di  quelle  fù  Guglielme
Monaco  (come  nelle  stesse  porte  si  legge  (qui  anch'in  mezzo,  e  basse
relieuo  sono  scolpite  le  vittorie  ,  che  ir  detto  Rè  ottenne  contra  Fran
cesi,  e  particolarmente  il  tradimento  orditogli  da  Marino  di  Marzan-Duca -
  di  Sessa  suo  cognato  ,  il  qual  (secondo  il  Costanzo  )  dalla  sam
ſparsasi,  ch'il  Rè  hauesse  commesso  incesto  con  la  propria  sorella  mo
glie  di  esso  Marino,  cercò  d'vccider  Rè  Ferrante  sotto  pretesto  di  ve
nir  seco  à  parlamento  per  accordo  delle  loro  gare,  e  differenze.  Tutte
que  sto  satto  anche  si  legge  in  alcuni  versi,  che  qui  sono,che  dicono.
Princeps  cum  lacobo,  cum  Dei  Phoebo,  quem  dolos
Vt  Regem  perimant,  colloquium  simulant.
Troia  dedit  nostro  requiem,  finemque  labori,
In  quo  hostem  fudi  fortiter,  ac  pepuli.
Hinc  Troiam  versus,  magno  concussa  timore
Castra  mouent  hostes,  ne  subito  pereant.
Ho
            
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