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bisantine sono costrutte secondo il disegno della basilica antica,
sebbene abbiano una disposizione affatto particolare, che esige sia
posta nel centro una cupola elevata, costrutta sopra una parte cilindrica -
allo interno, e prismatica allo esterno. Questa sola indicazione -
sarebbe di già bastante a mostrare che fra le chiese greche,
érette anche prima di Giustiniano, e le romane dell’epoca-stessa
non v’è per certo somiglianza nessuna. Solo poi che si scorra, anche -
sfuggevolmente, l’opera del Couchaud, è facile accorgersi come
ben poche sieno le chiese le quali nella pianta si accostino alle
basiliche latine, e se pur serbano qualche punto di contatto, nello
essénziale però differiscono intieramente.
Le più antiche facciate degli cdifizii sacri d’ Oriente presentano
una forma quadrangolare che nella sommità finisce in una cornice
di pietra o di marmo, e soventi volte di mattoni, e formano
angoli salienti e rientranti. Al di sopra di queste facciate non
avvien mai che si vegga, come nelle chiese latine, un frontone
indicante la pendenza del tetto: e la ragione ne è chiara, giacchè
l’armamento di legname non essendosi adoperato mai dai Greci per
coprir l’edificio, sarebbe stato un vero contrassenso a farne falsamente -
presentire l’esistenza colle linee esteriori. Nè questo fu già
pensiero estetico, ma si bene necessità; imperocchè rarissimi essendo -
nell'Oriente gli alberi di alto fusto, e per conséguenza il legname -
da costruzione, era forza valersi soltanto delle terrażzee
delle cupole, sempre convenienti a paeso ove d’ordinario èmitissimo -
il clima, anche nell’inverno. Non parliamo poi degli ornamenti -
collegati in particolare alle porte ed alle finestre, i quali, anche -
nelle età primitive, si dilungano dal severo carattere romanocristiano. -
D’ordinario gli stipiti delle porte presentano modanature
spesse e confuse, e l’architrave loro, quando non è soppresso, è
sollevato dal peso col mezzo di un arco, la cui ghiera si compone
di pietre alternatamente disposte a due colori.
Il Rumohr, uomo destinato a negar tutto, ed il Ramèe ad accogliere -
spesso come verità anche gli assurdi, si mostrano avyersi ad
ammettère la volgare opinione che lo stile bisantino non pénetrasse
mai ne’paesi d’Occidente. Parve ad essi che, in quanto alla prima
epoca di quello stile, la quale prende da Costantino fino a Giustiniano, -
vale a dire dal quárto al sesto secolo, non sia ragionevole
ritenere, che una nazione qualsiasi avesse cercato d’imitare un sistema -
architettonico, innanzi che quésto avesse acquistato un carattere -
speciale. Ma'intanto si dimenticavano quegli scrittori come
anche prima che Bisanzio fosse destinata a nuova metropoli