Volltext : Bocchi, Francesco: Le bellezze della città di Firenze, dove a pieno di pittura, di scultura, di sacri templi, di palazzi i più notabili artifizi, e più preziosi si contengono. Scritte già da M. Francesco Bocchi, ed ora da M. Giovanni Cinelli in questa terza impressione ampliate, ed accresciute

Bellezze  di
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è  posta  sopra  una  baſe  proporzionata,  che  fa
bellissima  viſta.
E  sopra  questo  Canto  de'  Carnesecchi  un
vago  Taberna  colo  di  mano  di  Domenico  Ve
neziano:  Quivi  antica  nente  abitavanò,  come -
  abitano  ancora  molti  uomini  di  questa  famiglia -
  della,  quale  questo  canto  ritiene  il  nome, -
  e  perch’era  numerosa  di  persone  ,  e  di
ricchezze  ſu  detto  dal  Verino  nel  suo  tratt.
de  Illustrat.  Vrbis  Florentia.
Mutavere  suae  Durantes  nomina  prolis,
Ad  nos  quos  superus  iamdudum  miserat  Arnus:
Est  opulenta  domus  Siccae  cognomine  Carnis.
Dalla  statua  del  Centauro  verso  Levante  è
poche  braccia  lontana  la  Chiesa  di
S.  MARIA  MAGGIORE,  nella  qualestanno -
  1  PP.  Carmelitani;  è  questa  molto  antica -
  avvenga  che  fino  l'anno  500.  di  nostra
salute  fusse  da  S.  Pelagio  Papa  Consagrata;
L'architettura  di  essa  è  di  Buono;  ed  erano
nella  medesima  molte  antiche  pitture  d’uomini -
  eccellenti,  ma  come  che  queste  sieno
ſtate  nel  riſarcimento  della  Chieſa  levate  di
esse  non  si  favella  fuor  che  della
Cappella  Maggiore,  che  oggi  serve  per  Coro
de'  Frati  tutta  dipinta  a  fresco  da  Spinello,  le
quali  pitture,  per  esser  di  quei  tempi,  sono  di
qualche  sorte  di  stima.
L'altre
            
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