Full text: Volume (2,2)

cio de Fiorentini nel Levante, e di chiu- 
der cosi una copiosa sorgente delle loro 
ricchezze, di cui anno poi profittato gl' 
Inglesi, gli Olandesi, e i Franzesi. Ma quan- 
danche non si voglia bonariamente ac- 
cordare al Granduca Ferdinando che la si- 
curezza de' noſtri mari, e lo zelo della 
Cattolica Religione vel portassero, non è 
egli più naturale il credere che una cer- 
ta ambizione propria di lui, lo animasse 
a comparir grande non men nello Stato 
che fuori, per via delle forze di mare ? 
Tanto più che le idee di coraggio non gli 
erano affatto straniere; imperocchè elleno 
eran comparse in lui fin colla Porpora in- 
dosso. Si racconta iufatti che nel tempo 
del suo Cardinalato mantenesse in Roma 
al suo soldo un grosso numero di persone 
armate e di sgherri; e quando seppe u- 
navolta che si cercava di arrestarlo in 
Castel S. Angiolo, si portò all'udienza del 
Papa per dolersi di ciò colla corazza sotto 
il rocchetto, dove minacciandolo il Papa 
stesso che gli avrebbe levato il Cappello 
Cardinalizio, rispose che in quella vece 
ne avrebbe preso un di ferro. 
Quantunque impetuoso ed ardito, non 
però fu crudele. L'Impresa del Re delle 
Api collo sciame attorno, ed il motto Maie¬ 
state tantum, che si vede nella base della 
Statua Equestre, eretta alla sua memo- 
ria dal Granduca Ferdinando II. suo ni- 
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