362
SALA VENETA
Vergine recante Gesù fra le braccia con a lato sinistro S. Antonio -
abate e al lato destro il piccolo Precursore.
L’atteggiamento di Maria è umile e dignitoso : il suo volto, -
lievemente piegato a destra e in avanti, segue la movenza
della persona ed è rivestito di una benigna espressione. Collo -
sguardo abbassato osserva S. Giovannino, che, sollevandosi
con vivacità, stende il braccio destro verso Gesù per offrirgli
un pugno di rose, mentre coll’altro sostiene una piccola croce.
Mirabile è il vedere con quanta grazia infantile il Salvatore -
osservi quelle rose ed altre ne stringa al petto con le
braccia soavemente incrociate.
La veneranda canizie di S. Antonio è circondata da un’aureola -
di celeste candore. L’Anacoreta mostrasi di profilo
all’osservatore, ed ha una figura patriarcale col volto incorniciato -
da una barba maestosa e prolissa, con ampia fronte
sulla quale traluce il pensiero devoto.
In attitudine di uomo riverente ed umilissimo, contempla
il fanciullo Divino e stringe colle mani un bastone sormontato -
da un campanello simbolo della vigilanza. Tu diresti che
una profonda calma si diffonda in tutto il bellissimo quadro;
che un’armonia mirabile si estenda in tutto l’insieme ; che
una tinta calda e vigorosa animi quelle religiose figure che
staccano con artificioso rilievo sopra lo scuro fondo rappresentante -
una cortina sollevata che lascia vedere la serenità
del cielo e un delizioso angolo di paese che lontano lontano
fa capo ad un bosco.
Quanto alle vesti delle figure, esse sono semplicissime.
La Vergine indossa un abito rosso con un mantello turchino
oltre un candido velo che le cade dal capo. S. Giovanni
una giubba di pelle: e S. Antonio un abito monastico da
eremita di un colore bruno tendente al rossiccio. Le fatteżze -
di S. Antonio ricordano la maniera leonardesca; l’insieme -
del dipinto è una vera reminiscenza di un quadro di
Vienna eseguito anteriormente dallo stesso Tiziano.
Nessun desiderio di sè lascia la superba opera tizianesca
anche per ragione del colorito.