Volltext : Dell'istorie di Genova. Di Mons. Uberto Foglietta patrizio genovese. Tradotte per M. Francesco Serdonati cittadino fiorentino

Libro  Secondol.
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nimica,  e  come  la  ſcopersero  mandarono  subito  vn  Araldo  a  Capitani  Piſani -
  a  inuitargli  a  combattere  con  vgual  numero  di  legni  da  ogni  parte;  e
perche  i  Piſani  non  tennero  l'inuito,  i  Genouesi  cominciarono  a  schernir
gli,  e  a  rinfacciare  loro  la  codardia,  e  ora  andauano  loro  addosso  con  le
galee,  facendo  sembiante  divolergli  assalire,  ora  vedendogli  venire  contra
di  ſe  con  marauiglioſa  deſtrezza  delle  loro  naui  ſchiuauano  l  incontro,
e  consumato  tutto  quel  di  in  simiglianti  scherni,  accioche  non  passasse  il
tempo  ſenza  fare  alcun  frutto,  riuoltarono  il  cammino  verso  l'lsola  di  Pianoſa, -
  che  era  de  Piſani,  e  quella  diſtrutta  s'inuiarono  verſo  Corsica,  e
Sardigna,  e  fatta  per  tutti  quei  mari  gran  preda  d'huomini,  e  di  robbe  de
Piſani,  si  ritirarono  in  Porto  Venere.  Ma  in  Genoua,  come  ſi  ſenti  la  nuoua -
  delle  naui  preſe  fu  ordinato,  che  ſi  faceſſe  vn'armata  contra  Piſani,  e
mentre  che  la  si  arma,  e  si  mette  in  punto,  venne  a  Genqua  il  gran  Cancelliere -
  dell'Imperadore,  mandato  da  Ceſare,  e  fece  si,  che  l'uno,  e  l'altro
popolo  intralaſciò  l'apparato  della  guerra,  e  amendue  furono  chiamati  a
Turino,  doue  era  all'ora  l'Imperadore,  accioche  la  cauſa  loro  ſi  vedeſſe
di  ragione  dinauzi  a  Ceſare.  Furono  mandati  otto  ambaſciadori  principaliſsimi -
  gentil'  huomini  della  città,  il  Grimaldo  vno  de  Consoli,  Cappone -
  Orgogli,  Lanfranco  Peuere,  Vberto  Cancellieri,  Simone  d'Oria,  Baldizone -
  Vſodimare,  Guido  Laudenſe,  Ottone  da  Melano.  Queſti  erano
nomi  di  famiglie.  Quiui  si  contraſtò  molto  con  parole,  e  non  si  potendo
conchiudere  la  pace,  si  fece  triegua  per  fino  al  ritorno  di  Cesare  di  Germania, -
  doue  egli  diſegnaua  d'andare  toſtamente;  e  doppo  il  suò  ritorno
la  detta  triegua  fù  giurata  da  dugento  de  principali  dell'uno,  e  dell'altro
popolo.  L'anno  ſeguente  ſeſſanteſimo  terzo  di  quel  secolo,  non  segui  nien
te  degno  di  memoria,  fuorche  la  morte  di  Siro  primo  Arciuescouo  di  Genoua -
  huomo  venerabile  in  tutta  la  vita  paſſata  con  grandissima  continenza. -
  Si  ragunò  il  capitolo  per  creare  il  nuouo  Arciueſcouo,  doue  si  congregò -
  il  clero,  e  consoli,  e  gran  parte  del  Senato  secondo  l'vsanza  dell'an
tica  chieſa,  e  quiui  fù  rimessa  tale  elezzione  in  tre  Abbati,  di  S.  Benedetto, -
  di  S.  Siro,  e  di  S.  Stefano,  e  ne  Proposti  di  S.  Maria  delle  Vigne,  e  di
S.  Donato,  e  furono  aggiunti  loro  per  compagni  il  Rettore  di  S.  Giouanni, -
  quel  di  S.  Damiano  ,  e  di  S.  Maria  di  Caſtello,  e  tre  canonici  di  S.  Lorenzo, -
  Rubaldo,  Anselmo,  e  Dodone  subdiacono,  da  quali  fù  creato  Arciuescouo -
  Vgone  Genoueſe  Arcidiacono,  il  quale  quel  di  medesimo  fu
poſto  dal  clero,  e  dal  popolo  nella  ſedia  Archiepiſcopale.  L'anno  ſeguet
te  ſeſſantesimo  quarto  di  quel  secolo,  essendo  Cesare  ritornato  in  Italia  lvno -
  ,  e  l'altro  popolo  gli  mandò  ambaſciadori  per  finire  la  pratica  della
pace  già  incominciata.  I  Genouesi  ne  mandarono  quattro  Baldizone  V.
sodimare,  Corso  figliuolo  di  Sigismondo,  Buonuassallo  Antiochia,  e  Guglielmo, -
  Giordani,  ma  non  ſolamente  non  ſi  diede  compimento  alla  pace, -
  ma  essendo  ancora  nate  nuoue  cagioni  d'odio  fù  rinouata  la  guerra,
molto  più  crudele  delle  passate.  La  Sardigna  in  quel  tempo  era  gouernata
da  quattro  giudici,  che  tutta  l'Isola  era  diuisa  in  quattro  prouincie  di  Callari, -
  delle  Torri,  di  Gallura,  e  d'Alborea,  e  ciaſcuna  haueua  il  ſuo  giudice; -
  e'l  sommo  dominio  dell'Isola  era  tenuto  da  Pisani,  del  quale  pero  sem
pre  hebbero  conteſe  co  Genouesi;  e  Sardi  erano  diuisi  fra  loro  fauorreg.
giando,

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