Libro Secondol.
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nimica, e come la ſcopersero mandarono subito vn Araldo a Capitani Piſani -
a inuitargli a combattere con vgual numero di legni da ogni parte; e
perche i Piſani non tennero l'inuito, i Genouesi cominciarono a schernir
gli, e a rinfacciare loro la codardia, e ora andauano loro addosso con le
galee, facendo sembiante divolergli assalire, ora vedendogli venire contra
di ſe con marauiglioſa deſtrezza delle loro naui ſchiuauano l incontro,
e consumato tutto quel di in simiglianti scherni, accioche non passasse il
tempo ſenza fare alcun frutto, riuoltarono il cammino verso l'lsola di Pianoſa, -
che era de Piſani, e quella diſtrutta s'inuiarono verſo Corsica, e
Sardigna, e fatta per tutti quei mari gran preda d'huomini, e di robbe de
Piſani, si ritirarono in Porto Venere. Ma in Genoua, come ſi ſenti la nuoua -
delle naui preſe fu ordinato, che ſi faceſſe vn'armata contra Piſani, e
mentre che la si arma, e si mette in punto, venne a Genqua il gran Cancelliere -
dell'Imperadore, mandato da Ceſare, e fece si, che l'uno, e l'altro
popolo intralaſciò l'apparato della guerra, e amendue furono chiamati a
Turino, doue era all'ora l'Imperadore, accioche la cauſa loro ſi vedeſſe
di ragione dinauzi a Ceſare. Furono mandati otto ambaſciadori principaliſsimi -
gentil' huomini della città, il Grimaldo vno de Consoli, Cappone -
Orgogli, Lanfranco Peuere, Vberto Cancellieri, Simone d'Oria, Baldizone -
Vſodimare, Guido Laudenſe, Ottone da Melano. Queſti erano
nomi di famiglie. Quiui si contraſtò molto con parole, e non si potendo
conchiudere la pace, si fece triegua per fino al ritorno di Cesare di Germania, -
doue egli diſegnaua d'andare toſtamente; e doppo il suò ritorno
la detta triegua fù giurata da dugento de principali dell'uno, e dell'altro
popolo. L'anno ſeguente ſeſſanteſimo terzo di quel secolo, non segui nien
te degno di memoria, fuorche la morte di Siro primo Arciuescouo di Genoua -
huomo venerabile in tutta la vita paſſata con grandissima continenza. -
Si ragunò il capitolo per creare il nuouo Arciueſcouo, doue si congregò -
il clero, e consoli, e gran parte del Senato secondo l'vsanza dell'an
tica chieſa, e quiui fù rimessa tale elezzione in tre Abbati, di S. Benedetto, -
di S. Siro, e di S. Stefano, e ne Proposti di S. Maria delle Vigne, e di
S. Donato, e furono aggiunti loro per compagni il Rettore di S. Giouanni, -
quel di S. Damiano , e di S. Maria di Caſtello, e tre canonici di S. Lorenzo, -
Rubaldo, Anselmo, e Dodone subdiacono, da quali fù creato Arciuescouo -
Vgone Genoueſe Arcidiacono, il quale quel di medesimo fu
poſto dal clero, e dal popolo nella ſedia Archiepiſcopale. L'anno ſeguet
te ſeſſantesimo quarto di quel secolo, essendo Cesare ritornato in Italia lvno -
, e l'altro popolo gli mandò ambaſciadori per finire la pratica della
pace già incominciata. I Genouesi ne mandarono quattro Baldizone V.
sodimare, Corso figliuolo di Sigismondo, Buonuassallo Antiochia, e Guglielmo, -
Giordani, ma non ſolamente non ſi diede compimento alla pace, -
ma essendo ancora nate nuoue cagioni d'odio fù rinouata la guerra,
molto più crudele delle passate. La Sardigna in quel tempo era gouernata
da quattro giudici, che tutta l'Isola era diuisa in quattro prouincie di Callari, -
delle Torri, di Gallura, e d'Alborea, e ciaſcuna haueua il ſuo giudice; -
e'l sommo dominio dell'Isola era tenuto da Pisani, del quale pero sem
pre hebbero conteſe co Genouesi; e Sardi erano diuisi fra loro fauorreg.
giando,
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