Libro Primo.
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te, non solamente delle spoglie, ma ancora dell'espugnata città, e l'altre
due furono del Conte, la qual parte i Genouesi possederono, e gouernarono -
lungo tempo, e ne' tempi più bassi la venderono a' Conti di Barzellona. -
I Consoli espugnate due città di grandissimo nome se ne tornarono
a Genoua pieni di gloria , e carichi di ricche spoglie con l'armata salua, e
vittoriosa, e smontati di essa entrarono nella citta in forma di trionfanti.
Come i tre passat anni furono pieni di guerre , e di gloria , così ne' cinque
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seguenti non si fece alcuna guerra, ne cosa veruna degna di memoria, ne
dentro la città, ne fuori , se non chè fùdato in feudo a Guglielmo Embria 1150
co per venti noue anni la terra di Gibelletto, con ciò, che la republica pos¬1151 -
ſedeua nella prouincia di Lolizia, con patto, che pagasse ogn anno di cen
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ſo dugento ſeſſanta Biſanti, e donaſſe vn paliotto d'oro di dieci Biſanti di
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valuta per ornamento dell'altare di S. Lorenzo ; e tutto quello , che la re
publica possedeua nella città d'Acri, e ne' ſuoi contorni , e ne' paesi vicini,
e similmente nella città d'Antiochia, e in tutto il suo dominio. Concederono -
per il medesimo ſpazio di tempo con la medesima ragione di feudo
a Vgone , e Niccolo Embriachi fratelli , con obligo di pagare ogn'anno
di censo per quelli cinquanta Bisanti, e per questi ottanta. La citta in quel
tempo era inuasata da certo stupore, e balordaggine , e le cose publiche
andauano male per traſcotaggine de' principali cittadini, i quali con
esemplo raro in ogni memoria d'huomini non stimauano, ne si degnauano
di cercare anche il sommo magistrato , e'l gouerno della città superiore a
tutti, del quale non si suole trouare più acuto stimolo a incitare l'ambizione -
de gli huomini, e d'infiammare gli amici alle sedizioni,e alle discordie.
E di ciò s'assegnano due cagioni, perche altri l'attribuiscono alla souergio, -
e quel fachia -
felicità di quei tempi, la quale cagionaua quel dispre
ſtidio , e per ordinario vizio della natura humana, che e aliena dalla fatica, -
e inchinata al piacere, conciosia cosa che i principali cittadini fatta
la pace co' Piſani , e raffrenati gli sforzi de'Mori, essendo la città quieta
da tumulti esterni sprezzaſſero i gouerni della città, come baſsi, e ignobili,
e rimosso da ſe ſteſsi questo carico pieno di noie, e di maleuolenza, rifiutassero -
le fatiche priue di gloria: altri considerando la cosa più altamen
te la tirano a più graue interpretazione , che la paura della venuta in Italia -
di Federigo Barbaroſſa Re de' Romani eletto Imperadore, che doman
daua d'essere coronato dal Pontefice distoglieua i cittadini da intromettersi -
nelle vicende publiche, come quelli , che temeuano della barbara , e
feroce natura, e della grande ira di quell'huomo , la quale egli era per sfo
gare prima contro a quelli, che si fossero opposti a' suoi disegni, e magiſtrati -
, e la sospetta difesa della republica metteua gli huomini in necessità
di ciò fare, però che non fù niuno , che per amore del publico bene voleſſe -
allora tirarsi adosso la priuata rouina dà vn huomo, che minacciaua
grauamente le città d'Italia, che non fossero obbedienti a' suoi commandamenti -
, ò scotessero il superbo giogo , e a ogni parola non haueua altro
in bocca, che ammazzamenti, abbrucciamenti, e distruggimenti: ma
l'iſteſſa paura, che fù causa del male, e se pure fù questa, fù anche rimedio -
di essa , la quale spinse cittadini, come cessò alquanto quel primo impeto -
della paura, a difendere finalmente se stessi, i figliuoli , le mogli , e la
com¬