Volltext : Dell'istorie di Genova. Di Mons. Uberto Foglietta patrizio genovese. Tradotte per M. Francesco Serdonati cittadino fiorentino

Libro  Primo.
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te,  non  solamente  delle  spoglie,  ma  ancora  dell'espugnata  città,  e  l'altre
due  furono  del  Conte,  la  qual  parte  i  Genouesi  possederono,  e  gouernarono -
  lungo  tempo,  e  ne'  tempi  più  bassi  la  venderono  a'  Conti  di  Barzellona. -
  I  Consoli  espugnate  due  città  di  grandissimo  nome  se  ne  tornarono
a  Genoua  pieni  di  gloria  ,  e  carichi  di  ricche  spoglie  con  l'armata  salua,  e
vittoriosa,  e  smontati  di  essa  entrarono  nella  citta  in  forma  di  trionfanti.
Come  i  tre  passat  anni  furono  pieni  di  guerre  ,  e  di  gloria  ,  così  ne'  cinque
1149
seguenti  non  si  fece  alcuna  guerra,  ne  cosa  veruna  degna  di  memoria,  ne
dentro  la  città,  ne  fuori  ,  se  non  chè  fùdato  in  feudo  a  Guglielmo  Embria  1150
co  per  venti  noue  anni  la  terra  di  Gibelletto,  con  ciò,  che  la  republica  pos¬1151 -

ſedeua  nella  prouincia  di  Lolizia,  con  patto,  che  pagasse  ogn  anno  di  cen
1152
ſo  dugento  ſeſſanta  Biſanti,  e  donaſſe  vn  paliotto  d'oro  di  dieci  Biſanti  di
1153
valuta  per  ornamento  dell'altare  di  S.  Lorenzo  ;  e  tutto  quello  ,  che  la  re
publica  possedeua  nella  città  d'Acri,  e  ne'  ſuoi  contorni  ,  e  ne'  paesi  vicini,
e  similmente  nella  città  d'Antiochia,  e  in  tutto  il  suo  dominio.  Concederono -
  per  il  medesimo  ſpazio  di  tempo  con  la  medesima  ragione  di  feudo
a  Vgone  ,  e  Niccolo  Embriachi  fratelli  ,  con  obligo  di  pagare  ogn'anno
di  censo  per  quelli  cinquanta  Bisanti,  e  per  questi  ottanta.  La  citta  in  quel
tempo  era  inuasata  da  certo  stupore,  e  balordaggine  ,  e  le  cose  publiche
andauano  male  per  traſcotaggine  de'  principali  cittadini,  i  quali  con
esemplo  raro  in  ogni  memoria  d'huomini  non  stimauano,  ne  si  degnauano
di  cercare  anche  il  sommo  magistrato  ,  e'l  gouerno  della  città  superiore  a
tutti,  del  quale  non  si  suole  trouare  più  acuto  stimolo  a  incitare  l'ambizione -
  de  gli  huomini,  e  d'infiammare  gli  amici  alle  sedizioni,e  alle  discordie.
E  di  ciò  s'assegnano  due  cagioni,  perche  altri  l'attribuiscono  alla  souergio, -
  e  quel  fachia -
  felicità  di  quei  tempi,  la  quale  cagionaua  quel  dispre
ſtidio  ,  e  per  ordinario  vizio  della  natura  humana,  che  e  aliena  dalla  fatica, -
  e  inchinata  al  piacere,  conciosia  cosa  che  i  principali  cittadini  fatta
la  pace  co'  Piſani  ,  e  raffrenati  gli  sforzi  de'Mori,  essendo  la  città  quieta
da  tumulti  esterni  sprezzaſſero  i  gouerni  della  città,  come  baſsi,  e  ignobili,
e  rimosso  da  ſe  ſteſsi  questo  carico  pieno  di  noie,  e  di  maleuolenza,  rifiutassero -
  le  fatiche  priue  di  gloria:  altri  considerando  la  cosa  più  altamen
te  la  tirano  a  più  graue  interpretazione  ,  che  la  paura  della  venuta  in  Italia -
  di  Federigo  Barbaroſſa  Re  de'  Romani  eletto  Imperadore,  che  doman
daua  d'essere  coronato  dal  Pontefice  distoglieua  i  cittadini  da  intromettersi -
  nelle  vicende  publiche,  come  quelli  ,  che  temeuano  della  barbara  ,  e
feroce  natura,  e  della  grande  ira  di  quell'huomo  ,  la  quale  egli  era  per  sfo
gare  prima  contro  a  quelli,  che  si  fossero  opposti  a'  suoi  disegni,  e  magiſtrati -
  ,  e  la  sospetta  difesa  della  republica  metteua  gli  huomini  in  necessità
di  ciò  fare,  però  che  non  fù  niuno  ,  che  per  amore  del  publico  bene  voleſſe -
  allora  tirarsi  adosso  la  priuata  rouina  dà  vn  huomo,  che  minacciaua
grauamente  le  città  d'Italia,  che  non  fossero  obbedienti  a'  suoi  commandamenti -
  ,  ò  scotessero  il  superbo  giogo  ,  e  a  ogni  parola  non  haueua  altro
in  bocca,  che  ammazzamenti,  abbrucciamenti,  e  distruggimenti:  ma
l'iſteſſa  paura,  che  fù  causa  del  male,  e  se  pure  fù  questa,  fù  anche  rimedio -
  di  essa  ,  la  quale  spinse  cittadini,  come  cessò  alquanto  quel  primo  impeto -
  della  paura,  a  difendere  finalmente  se  stessi,  i  figliuoli  ,  le  mogli  ,  e  la
com¬
            
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