Volltext : Dell'istorie di Genova. Di Mons. Uberto Foglietta patrizio genovese. Tradotte per M. Francesco Serdonati cittadino fiorentino

Libro  Primo.
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tardare,  deliberarono  d'aſsaltar  la  città,  ma  prima  tentare  ogni  via  di  indurre -
  il  nimico,  ancorche  superiore  di  caualleria  a  venire  a  battaglia,  e  a
combattere  in  campagna  aperta,  che  la  generazione,  e  la  gagliardia  delle -
  loro  genti  daua  loro  speranza  di  vittoria,  onde  fatta  risoluzione  di  combattere, -
  vno  de  consoli,  a  cui  da  compagni  fù  dato  quel  carico,  chiamati -
  soldati  a  parlamento,  si  dice,  hauergli  con  simiglianti  parole  inani¬„miti -
  alla  battaglia.  Essendo  voi  ,  ò  cittadini,  mandati  contro  al  mede¬„simo -
  nimico,  contro  al  quale  i  vostri  padri  combatterono  nella  Soria
„con  tanta  loro  gloria  ,  e  riportarono  onorate  vittorie,  e  al  quale  voi  stes¬„si -
  in  questi  anni  passati  hauete  dato  tante  sconfitte,  vi  conuiene  sfor-„zarui -
  tanto  maggiormente,  quanto  oltre  l'ardore  della  religione,  che
„vi  è  commune  con  gli  altri  Christiani,  si  aggiungono  tre  stimoli  ,  che
„richiedano  da  voi,  che  combattiate  valorosamente,  e  più  che  da  huo-„mini. -
  Il  primo  è  l'ingiurie  ,  che  in  questi  anni  vi  sono  di  continouo  sta-„te -
  fatte  da  questi  ladroni,  da'  quali  sono  state  prese  tante  vostre  naui,
„e  mercatanzie,  e  tanti  vostri  cittadini  menati  in  cattiuità.  L'altro  stimo¬„lo -
  è  ,  che  ſe  non  distrugghiamo  questa  città,  che  è  il  ricetto  de  corsali,
„essi  infeſteranno  ſempre  i  mari  con  le  loro  armate.  Il  terzo  ſtimolo,  che
„è  più  acuto  di  tutti,  è  questo  ,  che  la  guerra  sacra  non  era  nostra,  ma  di
„Re,  e  di  Principi  grandissimi  ,  che  guidauano,  e  gouernauano  l'imprese,
„si  che  la  gloria,  e  la  vergogna  delle  vittorie  acquistate,  ò  delle  sconfitte
„riceuute,  era  loro.  Ma  questa  espedizione  è  de  Genouesi,  e  l'onore;  e  la
„vergogna  delle  vittorie,  ò  delle  perdite  ha  da  esser  tutta  nostra;  prouue-„dete -
  dunque  per  l'amore,  che  a  Dio  portate,  che  voi  hauete  fatte  tante
„prodezze  per  la  gloria  altrui,  per  la  voſtra,  e  del  nome  Genoueſe,  non  pa
„ia,  che  ſiate  ſtati  vili,  ò  codardi,  e  voi  che  in  Leuante  hauete  laſciato  il
„nome  Genouese  chiaro,  e  spauentoso,  non  lo  lasciate  in  Ponente  vergo-„gnoso, -
  e  pieno  di  dispregio  ,  ed  essendo  sempre  ritornati  di  Soria  pieni  di
„gloria,  non  ritorniate  di  Spagna  pieni  d'infamia.  I  soldati  con  vnito  grido, -
  e  pieno  di  prontezza  fecero  sapere  a'  Capitani,  che  dessero  loro  opportunità -
  di  combattere,  che  essi  si  sforzerebbero,  e  farebbero  di  sorte,  che  si
come  i  soldati  per  ancora  non  haueuano  da  dolersi  della  diligenza,  e  vigilanza -
  de'  capitani,  cosi  i  capitani  habbiano  a  soddisfarsi  della  fede,  e  dell'
opera  de'  soldati  .  Preparati  dunque  gli  animi  di  tutti  ,  e  ordinate  le  cose
opportune  per  la  battaglia  ,  il  Conte  di  Barzellona,  secondo  l'ordine  poſto, -
  si  poſe  con  le  sue  genti,  fra  le  quali  non  erano  più  che  cinquanta  cavalli, -
  in  posta  dietro  all'argine  del  fiume  vicino,  dal  quale  era  ricoperto.
Baldouino  vno  de'  consoli  s'accostò  alla  città  con  le  sue  quindici  galee  ,  e
sbarcate  le  genti  le  poſe  nello  ſpazio,  che  è  fra  la  città,  e'lmare  (che  le  mu
ra  d'Almeria  sono  alquanto  lontane  dal  mare,  si  che  non  sono  bagnate
da  esso)  mostrando  d'inuitare  i  nimici  alla  battaglia.  Ma  i  Mori  scoprendo
dalle  mura  il  piccolo  numero  de'  noſtri,  dubitando  d'insidie,  non  si  mossero
subito,  ma  prima  mandarono  due  di  loro  a  fare  la  scoperta  in  un  luogo  alquanto -
  rileuato,  i  quali  guardando  d'ogn'intorno,  non  videro  quei,  che  staua
no  naſcoſti  in  poſta;  onde  i  Mori  fatti  più  arditi  saltarono  fuori  della  città
in  frotta,  e  a  mucchi  tumultuosamente,  e  confusi  senza  mettersi  in  schiera,  ò
osseruare  alcun'ordine,  e  corsero  con  grand'impeto,  contra  Balduino,  ed  egli
ceden¬E -

            
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