Volltext : Dell'istorie di Genova. Di Mons. Uberto Foglietta patrizio genovese. Tradotte per M. Francesco Serdonati cittadino fiorentino

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Dell'Iſtorie  di  Genoua,
deua  dall'esercito,  mandò  in  Genoua,  onde  l'armata  vdita  questa  nuoua
si  parti  subitamente  del  porto  di  Luni,  e  venuta  a  Genoua,  diede  l'ancore -
  vicino  alla  città  dinanzi  la  bocca  del  torrente  Feritore;  che  oggi  chiamano -
  Biſagno,  nella  quale  erano  molti  della  famiglia  d'Oria,  e  gran  numero -
  d'altri  cittadini  principali,  che  fauoriuano  la  parte  Fregosa,  e  alla
venuta  ſua  l'armata  Franceſe  conoſcendo,  che  la  Genoueſe  era  più  potente, -
  ritornata  adietro  per  la  via,  che  era  venuta  ſe  ne  tornò  nella  Francia, -
  e  abbandò  la  città  nel  qual  tempo  s'udi,  che  Ottauiano  Fregoso  huo
mo  di  gran  nome  ſe  ne  veniua  verso  Genoua  per  via  di  terra  con  molte
genti,  tra  le  quali  erano  alcuni  Spagnuoli,  onde  gli  Adorni,  e  Fieschi  trouandosi -
  in  mezzo  a  tanti  spauenti  da  terra,  e  da  mare,  e  conoscendo  d'esſere -
  del  tutto  abbandonati  da  Francesi,  con  la  cui  potenza  si  sostenèuano, -
  maſſimamente,  chè  la  fortezza  di  Castelletto,  che  era  loro  ſopra'l  tapo, -
  si  teneua  pe'  Fregosi,  si  di  lor  volontà,  si  a  persuasione  de  gli  amici,  si  ri
soluerono  di  cedere,  onde  alle  quattro  ore  di  notte  s'uscirono  della  città
con  l'insegne,  e  in  ordinanza,  e  si  ritirarono  a  Montoggio  ;  e  nel  medesimo -
  tempo  quei  dell'armata  smontarono  in  terra,  e'  prencipali  cittadini
vegliando  tutta  la  notte,  e  scorrendo  per  tutte  le  parti  della  città  presero -
  a  ritenere  la  plebe,  e  gli  huomini  di  parte  Fregosa,  che  andauano  scor
rendo  per  la  citrà,  dalle  rapine,  e  da  malefici,  e'l  di  seguente  Ottauiano,  e
insieme  con  lui  Pietro  suo  parente,  e  pochi  Spagnuoli,  entrò  nella  città,
ed  entrato  nel  palagio  con  parlare  accomodato  al  tempo  alzò  gli  animi
de  cittadini  a  buona  speranza,  e  diede  grande  spettazione  di  se,  e'l  di  seguente -
  congregato  il  consiglio  di  tutta  la  città,  doue  interuennero  quattrocento -
  cittadini,  fù  di  gran  consentimento  di  tutti  creato  Doge.  Quan
do  io  vo  considerando,  che  nel  corso  d'un  anno  la  nostra  città  mutò  quat
tro  volte  Rettori,  e  Prencipi,  mi  vien  vergogna  dell'instabilità  nostra:
percioche  alli  venti  di  Giugno  dell'anno  paſſato  si  pose  fine  alla  Signoria -
  Regia,  a  cui  successe  il.  Doge  Giano  Fregoso,  e  poi  cacciato  lui  ottenne -
  il  Prencipato  Antoniotto  Adorno  sotto  titolo  di  Vicario  Regio,  nel
quale  gouemo  stette  venti  due  giorni  senza  più,  e  cede  a  Ottauiano  Fregoso, -
  che  s'auicinaua,  il  quale  alli  diciasette  di  Giugno  di  quest'anno  non
essendo  ancora  finito  l'anno,  fù  creato  Doge,  cittadino  molto  affezionato -
  alla  patria,  e  vſato  di  porre  il  ben  publico  innanzi  alle  commodità
priuate,  e  huomo  innocente,  e  memoreuole,  e  più  memoreuole  sarebbe
ſtato  ſe  la  città  foſſe  ſtata  concordeuole,  e  ſe  la  pazzia  delle  abbomine
uoli  parti  non  fosse  cosi  penetrata  dentro  a  gli  animi  de  cittadini,  e  a  pena -
  era  entrato  in  vficio,  che  fù  costretto  pagare  ottanta  mila  scudi  al  Vicario -
  Regio  Spagnuolo,  che  gli  haueua  promessi  per  pagare  la  caualleria, -
  che  spesso  gli  haueua  prestata,  la  qual  somma  fù  sborsata  dall'uficio
di  San  Giorgio.  Ottauiano  dunque  entrato  nel  Principato  riuolse  tutti
suoi  pensieri  a  rimettere  in  piedi  le  cose  guaste,  e  a  ridrizzare  l'afflitta  Re
publica.  In  quel  tempo  la  principal  cura  della  città  era  trarre  delle  mani -
  de  Francesi  la  fortezza  del  Capo  di  Faro  soprastante  al  collo  della  cit
tà,  che  mentre  che  essi  la  teneuano,  tutti  disegni  erano  per  riuscire  vani.
Onde  Ottauiano  riſpoſtoui  di  nuouo  l'aſsedio  non  lasciaua  di  proccurare, -
  e  di  pensare  tutte  le  coſe,  che  fossero  vtili  a  condurre  l'impresa  a  fine,
            
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